Parco di Portofino, Pastorino: “Tra una settimana scadono i termini fissati dal Tar e la Regione resta immobile”
“Con Bucci la Liguria continua a voltare le spalle a tutela ambientale e sviluppo sostenibile”

La questione dei confini del Parco di Portofino resta irrisolta a pochi giorni dalla scadenza fissata dal Tar Liguria, prevista per l’8 aprile.
La dichiarazione del consigliere regionale Gianni Pastorino
“L’8 aprile scadono i termini fissati dal Tar Liguria per applicare le indicazioni contenute nella sentenza sui confini del Parco di Portofino. Ma da parte della Regione Liguria tutto tace. Nessun passo avanti, nessuna convocazione, nessun dialogo con il Ministero dell’Ambiente e i Comuni. Un silenzio assordante che rischia di condannare il territorio a una nuova stagione di immobilismo e conflitti. Con Marco Bucci alla guida della Regione sembra purtroppo confermata la linea di chi ha sempre considerato la tutela dell’ambiente un fastidio da aggirare e non un’occasione per costruire futuro”.
Così Gianni Pastorino, consigliere regionale e rappresentante di Linea Condivisa, che da anni è impegnato sulla vicenda del Parco di Portofino.
“Oggi siamo di fronte a un bivio: da una parte c’è la possibilità di istituire un Parco nazionale vero, partecipato, capace di attrarre risorse, quindi valorizzare anche l’entroterra, proteggere il paesaggio e costruire opportunità di lavoro legate al turismo sostenibile e alla green economy. Dall’altra, c’è chi continua a fare melina. La sentenza del Tar Liguria ha chiarito che la strada scelta da Toti e dal suo assessore Piana – quella di un parco ristretto a tre comuni, deciso senza un vero confronto – era sbagliata. Una scelta imposta dalla Regione contro l’opinione di numerose amministrazioni comunali e forze socioeconomiche locali che si erano invece espresse favorevolmente su un progetto più ampio e condiviso.
E intanto – prosegue Pastorino – la Liguria perde tempo prezioso e paga un prezzo altissimo: la perdita di decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici e di numerose occasioni di lavoro legate allo sviluppo sostenibile. L’unico passo concreto fatto in questi anni è stata la nomina inopportuna, politica e divisiva di un esponente della Lega nel comitato di gestione provvisoria. Un segnale chiaro: invece di costruire una governance plurale e credibile, il centrodestra ha preferito lottizzare anche ciò che dovrebbe unire, come la tutela ambientale.
L’istituzione del Parco nazionale di Portofino è un’opportunità storica per tutto il Tigullio, per la Città Metropolitana di Genova, per l’intera regione. Un progetto che non riguarda solo l’ambiente, ma il futuro delle comunità locali. Il governo regionale dovrebbe partire da quanto già esiste – dagli studi ISPRA, dalle disponibilità già espresse da diversi Comuni – e ricostruire un percorso condiviso. Il tempo è quasi scaduto. O la Regione Liguria prende atto della sentenza e si assume le proprie responsabilità, oppure dovrà essere il Ministero ad agire. In entrambi i casi sarà chiaro a tutti chi ha scelto di ostacolare – ancora una volta – una grande opportunità per il nostro territorio”.