Scuola Umberto I di Sanpierdicanne, interviene il Partito Democratico
"Si sottolineano le evidenti incongruenze e contraddizioni emerse dalle comunicazioni ufficiali, che sembrano ignorare la gravità della situazione e la legittima richiesta dei genitori"

Sulla vicenda intorno alla scuola Umberto I di Sanpierdicanne a Chiavari interviene anche il Partito Democratico, nelle persone di Maria Vittoria Zonfrillo, Coordinatrice della federazione del Tigullio, e Antonio Bertani, segretario del circolo cittadino.
Scuola
"Il Partito Democratico del Tigullio esprime forte perplessità e solleva gravi interrogativi in merito alle recenti dichiarazioni del sindaco di Chiavari, Federico Messuti, e della Dirigente Scolastica dell’ICS Chiavari 2, Patrizia Nesticò, riguardo all’istituzione di una seconda classe prima presso il plesso Umberto I di Sanpierdicanne. La sentenza del TAR Liguria n. 195 del 24 luglio 2025 ha fatto chiarezza, ma le reazioni dell’amministrazione comunale e della dirigenza scolastica sollevano più dubbi che certezze."- così Zonfrillo e Bertani
"Il Partito Democratico del Tigullio intende sottolineare le evidenti incongruenze e contraddizioni emerse dalle comunicazioni ufficiali, che sembrano ignorare la gravità della situazione e la legittima richiesta dei genitori.
La Dirigente Scolastica Patrizia Nesticò, pur prendendo atto della decisione del TAR, dichiara di non riconoscersi in essa, sostenendo che le scelte finora assunte siano “normativamente corrette” in termini di sicurezza e autonomia. Afferma che il TAR impone di derogare a una norma statale (DPR 15/12/1975), che stabilisce le caratteristiche di sicurezza e salubrità delle aule scolastiche, in particolare per i locali al piano strada. La dirigente sottolinea il rischio legato all’utilizzo di due locali posti “sotto il piano strada, in zona rossa”, in un’area a rischio esondazione e privi di collegamenti interni ai piani superiori."
"Riteniamo le dichiarazioni della Dirigente Nesticò gravemente contraddittorie. Com’è possibile che, dopo un investimento di 1.400.000 euro per la ristrutturazione dell’edificio scolastico con l’obiettivo di renderlo “moderno e sicuro”, due ampi locali appena ristrutturati siano ritenuti inadatti e “rischiosi” per ospitare una classe? Se questi locali sono così pericolosi, perché sono stati ristrutturati con fondi pubblici? E, soprattutto, perché la scuola non ha sollevato queste criticità in fase di progettazione o prima dell’inizio dei lavori?
Il fatto che il TAR abbia incaricato un Commissario ad Acta per rendere fruibili gli spazi con una spesa irrisoria di 1.800 euro, a fronte dell’investimento milionario già sostenuto, evidenzia una gestione quantomeno discutibile. L’inspiegabile ostinazione a non utilizzare quei locali”, di cui parla la sentenza del TAR, a discapito delle famiglie costrette a spostare i propri figli a chilometri di distanza, è inaccettabile."
La competenza
"Ma la domanda che sorge spontanea è: di chi è la competenza?
Il Sindaco Federico Messuti afferma che “la gestione delle classi e dell’organizzazione scolastica rientra nelle competenze del Ministero dell’Istruzione”, dichiarando che il Comune “non ha alcuna competenza in merito”. Allo stesso tempo, si vanta degli investimenti fatti per ristrutturare l’edificio scolastico, che sarà “completamente rinnovato, moderno e sicuro”.
Le parole del Sindaco Messuti lasciano perplessi e sollevano forti dubbi sulla reale comprensione delle responsabilità amministrative. Se l’edificio è stato reso “moderno e sicuro” grazie agli investimenti comunali, come può il Comune lavarsene le mani sulla sua piena fruibilità? L’investimento milionario è stato forse fatto per lasciare inutilizzati spazi fondamentali per la comunità? Non è forse competenza del Comune garantire la piena funzionalità degli edifici scolastici di sua proprietà, fornendo tutte le autorizzazioni e le verifiche necessarie per il loro utilizzo in sicurezza?"
Le richiesta all'amministrazione di Palazzo Bianco
- Se l’edificio è stato ristrutturato per essere “sicuro”, perché non sono state considerate e risolte le problematiche relative ai locali al piano strada prima del completamento dei lavori?
- Quali azioni concrete intende intraprendere il Comune, in collaborazione con la ASL e il Commissario ad Acta, per garantire la piena conformità e sicurezza dei locali e permettere l’istituzione della seconda classe prima, come indicato dal TAR?
- Come intende l’amministrazione conciliare l’affermazione di aver investito in un edificio “sicuro” con le preoccupazioni espresse dalla Dirigente Scolastica sulla sicurezza degli stessi spazi?
"Questa vicenda, definita dal TAR come un’“inspiegabile ostinazione”, ha costretto le famiglie a un disagio evitabile e ha evidenziato una grave disfunzione nella gestione della cosa pubblica. Il Partito Democratico del Tigullio ribadisce il proprio sostegno ai genitori e alla comunità di Sanpierdicanne, che hanno dovuto ricorrere alla giustizia amministrativa per ottenere un diritto fondamentale.
È ora che l’amministrazione comunale e la dirigenza scolastica assumano le proprie responsabilità e agiscano nell’interesse dei bambini e delle famiglie. Non è ammissibile che un investimento così significativo e una sentenza del TAR vengano minimizzati o ignorati con pretesti di incompetenza. La scuola di Sanpierdicanne deve avere la sua seconda classe prima, senza ulteriori ritardi o ostacoli."- concludono