A tre anni esatti dalla tragedia che ha colpito il quattordicenne Andrea Demattei, la strategia processuale della Procura di Genova assume una fisionomia definita: un solo dibattimento per ricostruire la complessa catena di eventi del 12 gennaio 2023.
Gli ultimi passaggi a tre anni dalla tragedia
Ieri, 12 gennaio 2026, a Palazzo di Giustizia, è stata formalizzata l’unificazione del procedimento a carico dei sei vigili del fuoco e degli istruttori della Shock Waves, presenti durante l’allenamento nel fiume.
L’attenzione si sposta ora sulla posizione dei due medici coinvolti (uno in servizio sull’automedica, l’altro sull’elisoccorso), la cui udienza preliminare è attesa a breve. Se venisse confermato il rinvio a giudizio anche per loro, i magistrati intendono far confluire tutte le accuse in un maxi-processo unico, evitando frammentazioni e garantendo una visione d’insieme sui soccorsi. Per questa ragione, l’inizio effettivo del dibattimento potrebbe scivolare al prossimo marzo, dopo un passaggio interlocutorio già fissato per giovedì 19 febbraio.
Andrea Demattei morì di ipotermia quattro giorni dopo essere rimasto intrappolato nelle gelide acque dell’Entella. La famiglia, supportata dal team legale composto dagli avvocati De Stefanis, Pugliese e Sommovigo, attende che il processo faccia piena luce sulle presunte criticità e sui tempi d’intervento di quella drammatica giornata.