Il prossimo 20 gennaio la Corte di Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla sorella di Roberta Repetto, Rita, dopo che nell’aprile del 2025 il medico Paolo Oneda era stato assolto dalla Corte di Assise di Appello di Milano dal reato di omicidio colposo perché il fatto non sussiste.
Il 20 gennaio la posizione di Oneda arriva in Cassazione
Roberta Repetto, 40enne chiavarese, è morta nell’ottobre del 2020 a causa di un melanoma, dopo l’asportazione di un neo nel Centro Anidra, a Borzonasca. La sua agonia era cominciata poco più di un anno prima quando, secondo l’accusa, era stata operata da Oneda in presenza di Paolo Bendinelli. Quell’operazione avrebbe dovuto asportare senza conseguenze un neo sanguinante dalla schiena. A seguito dell’intervento, eseguito su un tavolo da cucina in una delle stanze del centro olistico della Valle Sturla, Repetto era stata male per mesi, in un crescendo di sintomi per cui però non ci fu alcun approfondimento medico.
La vicenda giudiziaria ha avuto un lungo iter: dopo la condanna in primo grado per omicidio colposo del medico Paolo Oneda e del fondatore del centro Anidra di Borzonasca, Paolo Bendinelli, le sentenze di secondo grado avevano ribaltato l’esito.