Il nuovo anno politico a Recco si apre con una polemica sul futuro della piscina di Punta Sant’Anna. Il Circolo PD Recco-Avegno-Uscio interviene chiedendo chiarimenti all’amministrazione guidata dal sindaco Carlo Gandolfo sui lavori di ristrutturazione dell’impianto e, soprattutto, sui costi aggiuntivi legati alle modifiche richieste dalla Pro Recco Waterpolo.
Secondo quanto riferito dal sindaco in una nota stampa, la società sportiva avrebbe presentato una proposta alternativa rispetto al progetto predisposto dal Comune, introducendo alcune modifiche «maggiormente rispondenti alle loro esigenze». Una disponibilità, quella dell’amministrazione, che però comporterebbe – secondo il PD – una revisione del quadro economico e un incremento della spesa.
Il punto centrale sollevato dai dem è proprio questo: chi sosterrà l’aumento dei costi? Il Circolo PD osserva che, trattandosi di modifiche richieste «nel suo esclusivo interesse», dovrebbe essere la Pro Recco Waterpolo – definita «solida finanziariamente» – a farsi carico degli oneri aggiuntivi. Ma, aggiungono, nella nota del sindaco non sarebbe stato chiarito nulla e questo alimenterebbe il dubbio che a pagare sia invece il Comune.
Dubbi su costi e priorità di spesa
Il Partito Democratico quantifica l’incremento in circa 800 mila euro e chiede all’amministrazione se intenda reperire le risorse attraverso forme di indebitamento o utilizzando una parte dell’avanzo di amministrazione. Una scelta che, secondo il Circolo, aprirebbe un problema di priorità: destinare ulteriori risorse a un intervento su un bene demaniale, quindi di proprietà dello Stato, significherebbe non poter finanziare altri lavori considerati urgenti, come la manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione e la sostituzione parziale degli stessi.
Il PD solleva anche la questione dei tempi. Come spiegato dall’assessore Giuseppe Rotunno, l’adeguamento del progetto alle richieste della Pro Recco comporterà il ritorno in Conferenza dei Servizi per ottenere i pareri necessari, passaggio indispensabile prima della pubblicazione del bando di gara. Per rispettare la scadenza del 30 giugno, indicata come termine perentorio per non perdere il finanziamento regionale, l’amministrazione ricorrerebbe – secondo i dem – allo «stratagemma» di scorporare l’intervento in lotti, affidando nel frattempo i lavori di demolizione della gradinata in muratura tramite una procedura “sotto soglia”, quindi con possibile affidamento diretto. Come dichiarato dall’assessore Sara Rastelli, entro la prossima primavera, e comunque entro il 30 giugno, verrebbero cantierati solo i lavori di demolizione, mentre per il resto si dovrebbe attendere l’autunno.
Il Circolo PD allarga poi il quadro, parlando di ritardi strutturali nella gestione delle opere pubbliche da parte dell’amministrazione Gandolfo. Nel mirino finiscono i lavori nella zona a mare, che – secondo i dem – avrebbero dovuto essere conclusi a giugno 2024, ma risultano ancora in corso, così come la successiva demolizione dell’ex struttura di ristorazione. Viene citato anche il ritardo nel parcheggio in struttura metallica nell’ex area Enel, mentre non si intravedrebbe l’avvio di altri interventi annunciati, come la rotatoria allo svincolo autostradale e la sistemazione del capolinea del trasporto pubblico locale, progetto che avrebbe previsto un collegamento facilitato con la stazione ferroviaria e che, secondo il PD, è «completamente “sparito dai radar”».
Nel testo non manca un riferimento alle ricadute sulla cittadinanza e sugli operatori economici: il protrarsi dei cantieri, sostengono i dem, determina disagi e conseguenze negative per la collettività, anche a causa dell’eliminazione di numerosi stalli di sosta. Da qui la richiesta al sindaco di adottare soluzioni immediate, per quanto possibili, per ridurre le difficoltà di chi cerca parcheggio.
Infine, il PD entra nel merito delle scelte di spesa e della gestione politica. Il Circolo rivendica attenzione ai «bisogni reali dei cittadini» e propone un modello di amministrazione più partecipato e solidale, criticando quello che definisce un «apparente efficientismo» e parlando della regola «dell’uomo solo al comando». Tra gli esempi citati, anche la spesa di 39 mila euro per luminarie e allestimenti natalizi, giudicata eccessiva, e la decisione – rispetto al passato – di non chiedere ai commercianti una compartecipazione volontaria.
In chiusura, i dem ribadiscono che le periferie devono avere lo stesso valore del centro e della zona mare e segnalano, tra le criticità, la mancata sistemazione degli spazi pubblici di Piazzale Europa e lo stato di degrado dell’area occupata fino a pochi giorni fa dai mezzi pesanti degli spettacoli viaggianti.