Regione Liguria approva il quarto bando dedicato agli enti pubblici per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, destinata a migliorare l’autonomia energetica degli edifici pubblici – ad uso pubblico – sostenendo la riduzione dei consumi e l’emissione di gas climalteranti.
L’obiettivo generale per la Regione è quello di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili di 1,059 GW da qui al 2030. L’obiettivo particolare del bando, che ha una dotazione iniziale di 20 milioni di euro, è finanziare interventi che migliorino la prestazione energetica globale (su ciascun edificio o porzione) di almeno una classe e che producano un risparmio di almeno il 30% dell’energia primaria.
Chi può accedere
Le Province, la Città Metropolitana di Genova, i comuni liguri con popolazione fino a 40 mila abitanti (inclusi quelle delle Aree interne SNAI), le agenzie e le aziende regionali, le autorità di sistema portuale, gli enti parco e le camere di commercio.
Possono presentare domanda anche i soggetti beneficiari di contributi sui bandi delle azioni 2.1.1 e 5.2.1, purché per interventi su immobili diversi da quelli già finanziati.
Per cosa si può utilizzare
Sono ammissibili le spese di coimbentazione, sostituzione serramenti, realizzazione di pareti ventilate, i costi di rimozione e smaltimento amianto, realizzazione di giardini verticali o tetti verdi, opere per l’ottenimento di apporti termici gratuiti, acquisto e installazione di sistemi schermanti per il sole, ristrutturazione dell’impianto termico, del sistema di distribuzione, di regolazione ed eventuale contabilizzazione del calore (esclusi impianti termici alimentati a gas), acquisto e installazione di impianti solari termici o di altro impianto alimentato da fonte rinnovabile (solo per autoconsumo, nei limiti del 20%), installazione di sistemi e dispositivi per il controllo automatizzato e la telegestione dell’edificio, efficientamento del sistema di illuminazione o trasporto (es. ascensori o scale mobili interni o relativi alle pertinenze dell’edificio), realizzazione rete di teleriscaldamento per l’autoconsumo, diagnosi energetica dell’edificio, costi per certificazione APE dell’edificio (ex-post), spese tecniche varie nella misura massima del 10% (progettazione, contabilizzazione, direzione e assistenza ai lavori, collaudo dei lavori, coordinamento della sicurezza), costi indiretti dell’operazione fino al 7% dei costi ammissibili, consulenze specialistiche, indagini preliminari e studi ambientali strettamente necessari al progetto, IVA – qualora non recuperabile, obblighi informativi, importi liquidati dal beneficiario per sanare le inottemperanze contributive di un aggiudicatario di un contatto pubblico.
I beneficiari devono garantire la stabilità dell’intervento, non cedendo a terzi il bene e non apportando modifiche sostanziali al progetto, per almeno 5 anni.
Quanto si può richiedere
Ciascun soggetto può presentare una sola domanda di finanziamento che può contemplare più interventi. Contributi a fondo perduto fino ad un massimo di 1 milione di euro a domanda con queste distinzioni:
a) per le Province, la Città Metropolitana di Genova, i Comuni liguri fino a 40 mila abitanti -esclusi quelli inseriti nelle aree interne-, le agenzie regionali e le aziende pubbliche di servizi alla persona della Regione, le autorità di sistema portuale, gli enti parco, e le camere di commercio sono ammessi interventi per un minimo di 300 mila euro con contributi a fondo perduto fino al 70%
b) per i Comuni appartenenti alle aree interne approvate e riconosciute dalla Strategia Nazionale Aree Interne e per i comuni con popolazione inferiore ai 2 mila abitanti sono ammessi interventi per un minimo di 100 mila euro con contributi a fondo perduto fino all’80%.
Sono ammissibili le spese di interventi avviati dal 25 maggio 2023, purché non conclusi.
Quando e come presentare domanda
La misura è attiva dal 10 al 26 febbraio 2026. La procedura offline dal 20 gennaio 2026 sul portale BandiOnline di Filse