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“Capitale italiana del mare 2026”: Camogli si candida e partecipa al bando nazionale indetto dal Ministero

Obiettivo, favorire progetti, iniziative e attività di valorizzazione e fruizione della cultura italiana del mare e non solo

“Capitale italiana del mare 2026”: Camogli si candida e partecipa al bando nazionale indetto dal Ministero

“Capitale italiana del mare 2026: Camogli candidata. La giunta, su proposta dell’assessora al Turismo Emanuela Càneva, ha deliberato la partecipazione al bando nazionale indetto dal Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Obiettivo, «favorire progetti, iniziative e attività di valorizzazione e fruizione della cultura italiana del mare – si legge nel bando – e il confronto e la competizione positiva tra le diverse realtà territoriali attraverso tutte le componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine».

Un milione di euro la somma che verrà concessa al Comune insignito annualmente del titolo di “Capitale italiana del mare”

Per lanciare la sua candidatura e presentare un dossier secondo le coordinate richieste dal bando il Comune di Camogli si è avvalso della collaborazione di due professionisti: Gaia Moltedo, scenografa, e Paolo Silvestri, fondatore di “Pexto”, società da cui è nato il brand “Pesto per Amore”.

Il progetto proposto dall’Amministrazione s’intitola “Camogli, Capitale del mare. La Tonnarella nei secoli: Museo a cielo aperto, saperi marittimi e comunità” e, spiega il sindaco, Giovanni Anelli,

«mira a valorizzare il profondo legame storico, culturale, ambientale ed economico che unisce Camogli al mare. Nello specifico l’intento è raccontare la cultura del mare di Camogli, legata alla pesca della Tonnarella, attraverso un percorso interattivo ed esperienziale per far conoscere le tradizioni locali marinaresche del nostro borgo e mantenerne viva la memoria nella prospettiva di una futura rinascita.
Non un museo tradizionale ma un percorso esperienziale e immersivo, che, dal porto e dal centro storico si estende a San Fruttuoso e attraversa luoghi, storie e pratiche del mare, utilizzando anche strumenti contemporanei come contenuti digitali».

Un percorso in cui, da Castel Dragone, che sarà utilizzato come punto di accoglienza e informazione, i visitatori di ogni età, grazie alla realtà aumentata e all’installazione di pannelli interattivi lungo il molo, potranno scoprire le attività dei pescatori e la storia dell’antica gru affacciata su gozzi e lance che sarà valorizzata insieme al Museo Marinaro Gio Bono Ferrari, alla mostra degli ex voto marinari ospitati nel chiostro del Santuario di Nostra Signora del Boschetto, al lavoro dei “cordari” di San Fruttuoso (depositari dei segreti per intrecciare i cavi della Tonnarella) e alla festa di San Fortunato, con un focus sui falò che ne sono parte sostanziale. Di più. Prevista l’organizzazione di corsi per raccontare e insegnare i mestieri e le tradizioni della cultura marinara camogliese: manifattura delle reti in fibra di cocco, creazione di ceste, conservazione del pesce e realizzazione di piatti tipici della cucina marinara.

«Un elemento fondamentale della candidatura, che nasce dalle radici profonde del territorio, è il coinvolgimento attivo della comunità per costruire insieme un modello di crescita sostenibile e duraturo – aggiunge il sindaco Anelli -. Pescatori, artigiani, associazioni, scuole e cittadini sono parte integrante del progetto. I saperi del mare diventano strumenti di educazione, trasmissione intergenerazionale e sviluppo sostenibile. In questo quadro, come Amministrazione, abbiamo scelto di orientare anche lo sviluppo turistico verso un modello sostenibile e responsabile: un turismo che porti benefici reali alla comunità locale e non sia fonte di guadagno per pochi; un turismo rispettoso, delicato e attento alla tutela dell’ambiente marino e costiero, capace di valorizzare l’identità di Camogli senza snaturarla».