Politica Locale

PUD a Sestri Levante, Claudio Muzio: «Sui possibili conflitti di interessi in maggioranza decideranno le autorità competenti»

Il punto del consigliere comunale e capogruppo di Sestri nel cuore

PUD a Sestri Levante, Claudio Muzio: «Sui possibili conflitti di interessi in maggioranza decideranno le autorità competenti»

Non si placa il dibattito politico a Sestri Levante sull’approvazione dell’aggiornamento del Progetto di utilizzo delle aree demaniali marittime: «Sui possibili conflitti di interessi in maggioranza decideranno le autorità competenti» dice oggi il consigliere comunale Claudio Muzio.

Le dichiarazioni del consigliere comunale Claudio Muzio

«A decidere se la recente votazione sul Progetto di utilizzo delle aree demaniali e marittime (PUD) sia stata viziata dalla presenza in aula di un consigliere di maggioranza in possibile conflitto d’interessi, non sarà certo lo stesso consigliere coinvolto, e neppure il sindaco o il segretario comunale, che ad oggi non risulta essere una fonte del diritto. A dire una parola chiara saranno invece, compiuti i necessari approfondimenti, le autorità competenti in materia: a loro mi rivolgerò anche in questo caso, come già ho fatto per un altro episodio di possibile conflitto d’interessi in capo a un esponente dell’amministrazione, in riferimento alla votazione di una delibera nel corso del consiglio comunale del 15 dicembre scorso».

È quanto comunica Claudio Muzio, consigliere comunale di Sestri Levante e capogruppo di “Sestri nel cuore”.

«Ricordo – prosegue Muzio – che la legge prevede espressamente che gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. E anche ammettendo che il PUD possa rientrare tra i provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, per i quali la legge non prevede l’obbligo di astensione di un consigliere in potenziale conflitto d’interessi, è la normativa stessa a chiarire che tale previsione non sussiste qualora vi sia una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado. Il Consiglio di Stato ha chiarito che tale correlazione sussiste non solo quando l’atto produce un vantaggio, ma ogni qualvolta vi sia una incidenza sulla sfera giuridica o economica del parente dell’amministratore fino al quarto grado».

«Inoltre sia la giurisprudenza amministrativa che l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) – aggiunge il capogruppo di Sestri nel cuore – hanno ormai cristallizzato il principio per cui, in caso di conflitto d’interessi anche solo potenziale, sia necessario che la persona coinvolta si allontani dall’aula, a tutela dell’imparzialità formale, sostanziale ed anche apparente dell’Istituzione. Il consigliere comunale di maggioranza di Sestri Levante, invece, non soltanto non si è allontanato dalla sala consiliare, ma così facendo ha garantito il numero legale e la conseguente approvazione della pratica».