Ancora nessuna buona notizia a seguito delle operazioni di ricerca di Dhib Zouahier Ben Ali, il comandante sessantaquattrenne del peschereccio Acquario disperso nelle acque a largo di Portofino da lunedì 2 febbraio.
Nessuna traccia del comandante
La motonave della sede portuale di Calata Gadda, l’elicottero Drago hanno battuto le zone loro assegnate sia con l’eco scandaglio che a vista da parte del personale di bordo, mentre le motovedette della capitaneria di porto di Santa Margherita e i vigili del fuoco si sono concentrati sul Tigullio, fino alle acque antistanti Savona.
Quasi impossibili le operazioni di recupero
La ricostruzione delle ultime ore di navigazione
Nel frattempo, gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire le ultime ore di navigazione dell’Acquario e per chiarire quale guasto, o una possibile concatenazione di problemi, abbia causato il naufragio del peschereccio, un’imbarcazione datata lunga circa sedici metri.
Secondo quanto emerso finora, a bordo non vi erano segnali di un pericolo imminente. Al momento dell’arrivo della Capitaneria di porto, quando l’Acquario stava già imbarcando acqua ma manteneva ancora l’assetto di galleggiamento, né il comandante Ben Ali né il mozzo — un pescatore di 28 anni, attualmente ricoverato all’ospedale di Lavagna in stato di choc — avevano indossato il giubbotto salvagente. Un elemento che, secondo gli investigatori, indicherebbe come l’equipaggio fosse convinto di poter tenere sotto controllo la situazione.
Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti figurano anche i recenti lavori effettuati nel vano motore, eseguiti circa un mese fa, interventi che avevano costretto il peschereccio a restare fermo in cantiere per trenta giorni.
Le criticità del comparto
L’incidente avvenuto lunedì mattina al largo di Portofino riporta l’attenzione sulle criticità di un settore produttivo in forte sofferenza: il comparto della pesca, stretto tra normative sempre più rigide e margini economici in costante riduzione, fatica a garantire sostenibilità e sicurezza.
Il peschereccio Acquario, solo un mese fa, era rimasto fermo per trenta giorni a causa di interventi urgenti di manutenzione: un mese senza uscire in mare significa un mese senza pesca e senza reddito. Una situazione che, secondo alcuni operatori del settore, può finire per spingere armatori e pescatori ad assumersi rischi maggiori, nel tentativo di non tornare a terra a mani vuote.