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Un nuovo dépliant racconta la Sala Archeologica di Camogli

In italiano e in inglese, guida alla scoperta dei reperti del Castellaro, dall’età del Bronzo alla romanizzazione

Un nuovo dépliant racconta la Sala Archeologica di Camogli

La Sala Archeologica, inaugurata nel 1981 e rinnovata di recente grazie alla collaborazione tra il Comune di Camogli e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, ha ora una nuova “vetrina” che diffonde le sue peculiarità e il suo valore. Si tratta di un dépliant che, attraverso immagini suggestive e brevi testi esplicativi in italiano e in inglese, si propone di estendere a un pubblico che sia il più vasto possibile la conoscenza di uno dei gioielli di Camogli, tappa fondamentale per chi desideri scoprire o approfondire la storia del territorio.

«La realizzazione della brochure, in italiano ed inglese, segna un piccolo ma significativo passo in avanti, nella valorizzazione della Sala Archeologica, iniziata con la ricollocazione, in chiave più moderna, dei reperti rinvenuti sul Castellaro di Camogli – dice Paolo Terrile, consigliere delegato alla Cultura -. Sistemazione più organica, illuminazione dedicata e, oggi, un opuscolo informativo indirizzano i visitatori nel piccolo ma rilevante spazio espositivo. Ogni passo è stato coordinato dagli Uffici Cultura del nostro Comune con i referenti della Soprintendenza, che ringrazio sentitamente, che hanno sostenuto e guidato i cambiamenti migliorativi apportati negli ultimi due anni. Questo passaggio vuole essere la dimostrazione dell’attenzione costante dell’Amministrazione nei confronti di questo sito, patrimonio irrinunciabile per la storia dei primi insediamenti a Camogli, ogni anno visitato in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia».

I reperti esposti, spiega l’archeologa Chiara Davite, che ha seguito in prima linea il progetto, provengono dal Castellaro di Camogli, un insediamento che domina il mare da uno sperone roccioso e che fu abitato durante l’età del Bronzo (nel XIV-XII secolo a.C.) e l’età del Ferro (nel V-IV secolo a.C.) fino alla romanizzazione (II-I secolo a.C.).

Il nuovo allestimento

Grazie al nuovo allestimento, moderno e coinvolgente, i visitatori possono immergersi nella vita di un antico villaggio ligure, quando le comunità sceglievano le alture come sedi privilegiate per i loro abitati.
In posizione strategica, il Castellaro permetteva il controllo delle rotte costiere e collegamenti rapidi con l’entroterra attraverso i crinali. Qui gli antichi Liguri costruirono capanne con fondazioni in pietra, pareti lignee rivestite di fango e pavimenti in terra battuta, adattando il terreno con muri di terrazzamento.

Realizzata in via Gio Bono Ferrari 41, la Sala Archeologica è visitabile durante gli orari di apertura della Biblioteca Civica Niccolò Cuneo, che si trova nella stessa sede. La presentazione del nuovo allestimento era stata inserita nelle Giornate Europee dell’Archeologia a cura del Fai (giugno 2025): esperti, tra cui Nadia Campana, funzionaria della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria e l’archeologa Davite, avevano tenuto una conferenza nella sala consiliare, dal titolo “L’insediamento protostorico del Castellaro di Camogli verso una piena valorizzazione”, moderata dall’architetto Alessandro Capretti, direttore dell’Abbazia del Fai a San Fruttuoso.

I materiali esposti sono una selezione degli oltre diecimila reperti recuperati negli scavi degli anni Settanta, promossi dal Centro Studi Storia Camogliese e dall’ISCUM (Istituto Storia Cultura Materiale) di Genova e grazie alla collaborazione di G.B. Roberto Figari, presidente dell’Accademia dei Cultori di Storia locale: vasi in ceramica per la preparazione e la conservazione dei cibi; fusaiole e pesi da telaio; macine e macinelli in pietra; resti di animali allevati o cacciati; oggetti preziosi in osso, ambra e bronzo. Sono testimonianze delle conoscenze e delle capacità artigianali degli abitanti del Castellaro e dei loro rapporti con le altre culture dell’età del Bronzo. Frammenti di anfore usate per il trasporto di olio e vino lungo le rotte commerciali marittime raccontano una fase di intensa attività sul Castellaro anche durante l’età del Ferro. Il ritrovamento di una piccola moneta in argento del I secolo a.C. prova che il sito continuò a essere frequentato anche dopo la conquista romana.

La Sala Archeologica è aperta negli stessi giorni e negli stessi orari della Biblioteca Civica Niccolò Cuneo. (Info https://www.comune.camogli.ge.it/novita/avvisi/novita_1401.html)