il caso

Rapallo, nuovo terremoto in Comune: si dimette anche il vicesindaco Giorgio Tasso

Dopo il salvataggio in extremis della giunta Ricci, l’addio irrevocabile di Tasso riapre la crisi: «Manca la leadership, fiducia tradita»

Rapallo, nuovo terremoto in Comune: si dimette anche il vicesindaco Giorgio Tasso

di Matteo Tirelli

Quando sembrava che la tempesta politica fosse finalmente alle spalle e che, dopo giorni di trattative, vertici e mediazioni, la maggioranza avesse ritrovato un nuovo raffazzonato equilibrio attorno al sindaco Elisabetta Ricci, ecco l’ennesimo colpo di scena. Anche il vicesindaco Giorgio Tasso lascia la nave. Dimissioni irrevocabili, nero su bianco, che riaprono una crisi mai davvero sopita e riportano l’amministrazione comunale nel pieno di una nuova fase di incertezza.

La lettera di Tasso a Ricci

Nella lettera indirizzata questa mattina al primo cittadino, Tasso formalizza l’addio al ruolo di vice sindaco e assessore, parlando apertamente del venir meno del «necessario rapporto fiduciario» indispensabile per lavorare «in modo sereno e proficuo nell’esclusivo vantaggio della città». Parole pesanti, che fotografano una frattura politica e personale ormai insanabile.

Il riferimento è agli «accadimenti degli ultimi giorni», segnati – secondo Tasso – da una «frenesia di decisioni spesso contraddittorie», sintomo di una «evidente mancanza di leadership e tenuta del gruppo di maggioranza». Una situazione che, a suo dire, avrebbe dovuto portare a «conclusioni inevitabili» che però non sono arrivate. Da qui la scelta di interrompere un’esperienza che, scrive, «ha ormai esaurito e dilapidato il suo slancio iniziale».

Non manca un passaggio dal forte sapore personale. Tasso parla di «vergognosi attacchi personali, anche a mezzo stampa», rispetto ai quali «mai una voce si è elevata a mia difesa». Un’amarezza che, sottolinea, ha contribuito alla decisione di lasciare. E rivendica la propria posizione: «Io non mendico un posto in giunta, non è nelle mie corde».

Parole che pesano come macigni in un contesto già fragile.

Ma cosa era accaduto prima di questa nuova scossa? Solo poche ore prima, nella serata di ieri, l’amministrazione era uscita dalla crisi più acuta della traballante consiliatura che ha rischiato di schiantarsi contro una mozione di sfiducia (promossa proprio da Forza Italia) che verrà formalmente discussa il prossimo 23 febbraio. L’innesco era stata la revoca della delega al patrimonio all’assessore Eugenio Brasey, poi sfociata nella revoca della fiducia che ha coinvolto anche Filippo Lasinio. Quindi le tensioni interne esplose attorno ad alcune scelte strategiche, tra cui partite immobiliari e riassetti politici che avevano spaccato la maggioranza. Si erano susseguiti incontri serrati tra coordinatori di partito, consiglieri e lo stesso sindaco, con l’ipotesi – ventilata fino all’ultimo – di un possibile cambio di leadership o di un azzeramento della giunta, passando persino dall’ipotesi di dimissioni di massa formalizzate davanti a un notaio.

Alla fine, in extremis, era prevalsa la linea della ricomposizione: un rimpasto impensabile, nuovi equilibri, il sostegno rafforzato di Forza Italia che consegna di fatto l’amministrazione Ricci nelle mani di Carlo Bagnasco, a discapito di quella discontinuità sbandierata dal primo cittadino in campagna elettorale: Lasinio pronto a tornare in giunta scippando proprio a Tasso il ruolo di vicesindaco, e un secondo assessore da assegnare sempre al partito azzurro che nel frattempo, nel gioco delle dimissioni e delle surroghe, riesce ad ottenere anche un maggior peso in Consiglio. Un salvataggio politico maturato in poche, convulse ore, che aveva evitato la caduta dell’amministrazione e congelato le ipotesi di sfiducia.

Oggi però le dimissioni di Tasso riaprono tutto. Perché se è vero che formalmente la maggioranza può ancora contare sui numeri in consiglio, è altrettanto evidente che il clima interno resta teso e che nuovi mal di pancia potrebbero rimettere tutto in discussione. Insomma, la tenuta politica rapallese è ancora appesa a un filo.

L’ennesimo terremoto, che potrebbe essere seguito in giornata da nuove clamorose dimissioni, lascia una domanda sospesa: si tratta di un nuovo assestamento prima di una ripartenza, o di un logoramento irreversibile?