IL CONSIGLIO COMUNALE

Incompatibilità risolta, ma è scontro a Lavagna: Lapetina attacca su tasse e mozioni bocciate

«Tasse al massimo e trasparenza bocciata»

Incompatibilità risolta, ma è scontro a Lavagna: Lapetina attacca su tasse e mozioni bocciate

Un consiglio comunale denso di argomenti quello dello scorso 11 febbraio, ma che per il gruppo consiliare “Lavagna Insieme per Claudio Lapetina” si riassume in tre nodi critici che segnano una distanza netta tra l’amministrazione e l’opposizione. Il capogruppo Lapetina, attraverso una nota ufficiale, ha tracciato un bilancio amaro della seduta, puntando il dito su fiscalità, partecipazione e gestione politica.

Pressione fiscale e dissesto

Il primo punto affrontato riguarda la situazione economica dell’ente. Secondo Lapetina, il Comune prosegue sulla linea del massimo prelievo fiscale:

«Si va avanti tutta con tasse e aliquote al massimo – attacca il consigliere – perché il dissesto economico perdura ormai da sette anni, causando un grave danno a tutti i cittadini lavagnesi».

Una situazione di stallo finanziario che, secondo l’opposizione, continua a pesare sulle tasche dei residenti senza segnali di inversione di tendenza.

Il caso dei gettoni di presenza

Polemica accesa anche sul fronte del sociale. Il gruppo di minoranza aveva presentato una mozione per consentire ai singoli consiglieri di devolvere il proprio gettone di presenza a favore di progetti giovanili e sociali. La proposta è stata però bocciata dalla maggioranza.

«Hanno motivato la rinuncia dicendo che i consiglieri faranno donazioni autonomamente – spiega Lapetina – ma così si agisce in barba alla politica di trasparenza che dovrebbe illuminare ogni Comune».

Il dietrofront sull’incompatibilità

L’ultimo capitolo riguarda la presunta incompatibilità che pendeva sui consiglieri Lapetina e Piazze. Il Consiglio ha infine approvato la delibera che ne dichiara l’inconsistenza, confermando la loro permanenza tra i banchi dell’assemblea. Lapetina non usa mezzi termini per definire la vicenda, parlando di un atto che mette fine a una questione «nata senza buon senso né onestà morale», criticando inoltre la bocciatura di tre emendamenti che miravano a fare chiarezza interpretativa sulla norma.

«Questa scelta, arrivata dopo mesi di incertezza, rischia di minare la fiducia dei cittadini e degli stakeholder – conclude il capogruppo di Lavagna Insieme –. Il mio impegno e quello del gruppo sarà vigilare affinché l’Amministrazione rispetti gli impegni e lavori esclusivamente per il bene della comunità».