il caso

Rapallo, Carannante strappa: «Stasera non vado in consiglio, manca la trasparenza»

Il consigliere di opposizione non parteciperà alla seduta: «Città senza risposte, non contribuisco a questa finta normalità»

Rapallo, Carannante strappa: «Stasera non vado in consiglio, manca la trasparenza»

Mentre nella sera di oggi, venerdì 13 febbraio, si riunisce il consiglio comunale a Rapallo per discutere di surroghe e pratiche ordinarie, l’aula dovrà fare a meno del consigliere comunale di opposizione Andrea Carannante ha infatti annunciato la sua assenza, definendola una scelta di natura “istituzionale” in segno di protesta contro l’attuale gestione della crisi politica cittadina.

Una mozione bocciata

Al centro della contesa c’è la “mozione di sentimento” che Carannante aveva protocollato per chiedere un chiarimento pubblico e trasparente sugli equilibri della maggioranza, scossi nelle ultime settimane da dichiarazioni, smentite e accordi extra-consiliari. La mozione, tuttavia, è stata dichiarata formalmente inammissibile dagli uffici comunali per ragioni di regolamento.

«Accetto la valutazione dei dirigenti, perché il rispetto delle regole vale sempre – commenta Carannante – ma il punto resta: la sostanza non cambia e la città resta senza risposte. Non riesco, umanamente, a sedermi in quell’aula e discutere di pratiche ordinarie fingendo che tutto sia normale».

Secondo il consigliere, la democrazia cittadina sarebbe stata svuotata di significato:

«Tutto si è consumato fuori dall’aula, sui giornali e nei corridoi della Regione, lontano dagli occhi dei cittadini. Rapallo ha troppi problemi per permettersi giochi di equilibrio decisi altrove». Carannante sottolinea come la sua assenza sia una rottura col passato, dato che in anni di mandato non è mai mancato a una seduta: «Questa volta la motivazione è seria. Il rispetto delle istituzioni non è silenzio, è verità e trasparenza».

Il comunicato si chiude con un duro monito sulla distanza tra politica e società civile.

«Le persone sono sempre più sfiduciate e disgustate, non solo per i fatti, ma per l’assenza di spiegazioni. Spiegare può essere scomodo, ma è un dovere».

Con questo gesto, Carannante punta il dito contro quella che definisce una “normalità che normale non è”, richiamando la politica locale alle proprie responsabilità davanti agli elettori.