Un enorme nido di vespa velutina è stato rimosso nella giornata di ieri, lunedì 16 febbraio, dai guardiani del Parco di Portofino in zona Nozarego. A darne notizia è lo stesso Parco, che racconta:
“Il nido era già stato neutralizzato dal nostro apicoltore diversi mesi fa, quando era stato segnalato ed era ancora attivo.
Dato che le segnalazioni continuavano ad arrivare anche se oramai il nido era vuoto, i guardiaparco hanno dissotterrato la piccola pianta di ulivo e l’hanno portata presso l’Ente dove verrà liberata dal grave peso e verrà curata per essere ripiantata”.
“La diffusione della vespa velutina va combattuta attivamente e le segnalazioni di nidi sono preziose”
Le vespe velutina sono una specie aliena, ovvero non originaria delle nostre zone, che, come accade quasi sempre quando una specie non originaria (alloctona) conquista nuove nicchie ecologiche, danneggia gravemente una o più specie autoctone.
“In questo caso – spiegano dal Parco di Portofino – a subire un micidiale attacco sono le nostre api da miele. La diffusione della vespa velutina va combattuta attivamente e le segnalazioni di nidi sono preziose.
Tuttavia è utile segnalare i nidi attivi, che hanno al loro interno una regina. Questo si verifica tra aprile e fine estate. In autunno la regina lascia il nido e cerca un riparo in cui svernare. La primavera successiva costituirà una nuova famiglia che costruirà e ingrandirà un nuovo nido, nella stessa zona, ma che non occuperà più il nido vecchio.
Pertanto, quando in una certa zona è stata trovata una famiglia, quella zona è oramai compromessa e va tenuta sotto controllo.
Prima si interviene su un nuovo nido e meglio è perché più facile sarà rimuoverlo e meno saranno i danni che le vespe arrecano alla nostra entomofauna”.
Le segnalazioni, possibilmente corredate di fotografie georeferenziate, vanno fatte al seguente indirizzo mail: salasituazione@parconaturalealpiliguri.it
“Il Parco Alpi Liguri fa da capofila nel controllo della diffusione della vespa velutina in Liguria perché questa vespa ha iniziato a diffondersi da ponente – conclude il Parco -. Come vedete, oramai è arrivata anche da noi. Quindi da aprile occhi aperti! Le api ringraziano”.
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