Il caso

Sestri Città Aperta: «Invece di pubblicare documenti privati senza permesso, Pistacchi partecipi come spettatore al nostro incontro pubblico»

Le considerazioni dell'associazione

Sestri Città Aperta: «Invece di pubblicare documenti privati senza permesso, Pistacchi partecipi come spettatore al nostro incontro pubblico»

A Sestri Levante scoppia il caso sull’uso di una bozza di locandina legata all’incontro sul referendum per la riforma della giustizia organizzato da “Sestri Città Aperta”.

Le considerazioni di “Sestri Città Aperta”

«La pagina Facebook del consigliere “Diego Pistacchi per Sestri Levante” ha oggi diffuso la locandina del confronto tra le ragioni del sì e le ragioni del no che la nostra associazione Sestri Città Aperta sta organizzando in vista del prossimo referendum costituzionale. Ciò è avvenuto in risposta a un commento ricevuto dal consigliere sulla sua pagina all’interno della polemica da lui inscenata intorno alla concessione del patrocinio del Comune di Sestri Levante all’iniziativa culturale di Sestri Città Aperta.

La locandina, allegata al commento, non è stata ancora diffusa dall’associazione Sestri Città Aperta in alcuna forma: non si trova sul nostro sito web, non è presente sui nostri canali social, non è stata inviata ad alcun media e non è stata neppure condivisa per conoscenza tra i nostri numerosi soci.

La domanda allora non è come questa locandina, una bozza interna non ancora pubblicata, sia arrivata al consigliere Diego Pistacchi, e neppure a che titolo costui abbia deciso di diffonderla in palese contrasto all’articolo 621 del Codice penale che punisce chi riveli o utilizzi a proprio vantaggio documenti altrui di cui è venuto a conoscenza abusivamente.

La domanda è per quale motivo si sia voluto sollevare una polemica nei confronti di un’associazione culturale impegnata a ospitare un confronto trasparente e alla pari tra le diverse opinioni in campo nell’ormai prossimo quesito referendario. L’incontro, che si terrà sabato 7 marzo alle ore 15.30 alla Sala Polivalente delle Biblioteca del Mare a Riva Trigoso, vede infatti personalità titolate e di grande spessore per entrambi gli schieramenti: per il sì interverrà Rinaldo Romanelli, avvocato e Segretario dell’Unione delle Camere Penali italiane. In dialogo con lui ci saranno Francesco Pinto, magistrato della Procura Generale di Genova, schierato per il no, e la Professoressa Ilenia Massa Pinto, ordinaria di Diritto Costituzionale dell’Università di Torino che fornirà un inquadramento generale dei quesiti nell’ambito del diritto costituzionale. Quella del 7 marzo insomma sarà un’occasione di alto valore culturale pensata per aiutare la cittadinanza a farsi un’opinione su un tema dal forte valore politico.

L’associazione Sestri Città Aperta è esplicitamente e in modo chiaro schierata per il no, ma non per questo ha scelto di sottrarsi dal confronto e dal dibattito. Forse, anziché pubblicare documenti privati senza chiederne il permesso, il consigliere Diego Pistacchi dovrebbe segnarsi in agenda la data dell’incontro pubblico e partecipare come spettatore. Perché per “fare politica per la città”, come il consigliere dice di fare sui suoi canali, bisogna innanzitutto fare politica per i cittadini, invitandoli a prendere parte al processo democratico e rispettando il loro diritto di prendere decisioni autonome e consapevoli quando sono forniti loro gli strumenti per effettuare le proprie valutazioni».