Il consigliere di opposizione a Rapallo, Andrea Carannante, interviene sulla vicenda dell’asilo nel Parco Casale: dopo l’accesso agli atti e l’analisi della documentazione ufficiale, il quadro che si delinea pone interrogativi non solo tecnici, ma soprattutto politici:
Parco Casale: altri 260.000 euro per sistemare un errore politico
Ho fatto accesso agli atti. Ho letto le carte. E le carte dicono una cosa molto semplice: per l’asilo nel Parco Casale non si sta pagando solo un edificio, ma si stanno spendendo altri 260.000 euro per sistemare la viabilità perché quel posto, così com’era, non era adeguato.
Modifica della rampa disabili.
Nuova scala.
Parcheggi definiti “indispensabili”.
Nuovo marciapiede.
Ringhiere.
Riasfaltatura della strada per cento metri.
Questa non è una rifinitura. È un intervento strutturale sulla viabilità pubblica.
E il punto è scritto nero su bianco nella relazione: il parcheggio è “indispensabile”. Se è indispensabile, vuol dire che senza quell’area a sosta il progetto non regge. E se non regge, allora il sito scelto non era autosufficiente.
Prima si decide.
Poi si scopre che mancano i parcheggi.
Poi si modifica la strada.
Poi si stanziano altri soldi pubblici.
E pagano i cittadini.
Nelle carte si legge anche che lungo quella strada ci sono “parcheggi non autorizzati”. Tradotto: una situazione irregolare che si conosceva e che oggi viene assorbita dentro un nuovo progetto, con altra spesa pubblica.
Siamo nel Parco Casale, area vincolata. Si scrive che “molte” opere non necessiterebbero di autorizzazione paesaggistica. Molte, non tutte. Anche qui: massima chiarezza, perché non stiamo parlando di un’aiuola, ma di modifiche a muri, rampe, strada e parcheggi.
Ma la questione più grave è politica.
Andrea Rizzi si è sempre dichiarato contrario a questo progetto. Sempre. Pubblicamente. Con toni netti.
Peccato che poi abbia votato a favore degli atti che lo hanno portato avanti.
Se sei contrario davvero, voti contro.
Se pensi che sia una scelta sbagliata, ti assumi la responsabilità di dirlo con il voto.
Non fai opposizione a parole e maggioranza nei fatti.
Oggi lo stesso consigliere entra in Giunta. Viene premiato. Un assessore viene tolto e alla città non viene spiegato nulla di serio sulle ragioni politiche di questa scelta. Nel frattempo il progetto che diceva di non condividere va avanti e si spendono altri 260.000 euro per renderlo “compatibile”.
Questa non è una sfumatura. È una presa in giro politica.
Si dice una cosa fuori, se ne fa un’altra dentro.
Si parla di tutela del Parco, poi si finanziano parcheggi e asfalti.
Si dichiarano perplessità, poi si alza la mano al momento giusto.
Intanto le casse comunali si alleggeriscono e la città assiste a uno spettacolo che conosce fin troppo bene: parole dure, voti morbidi.