Si infittisce il dibattito sul futuro del collegamento stradale tra Moneglia e Deiva Marina. I promotori della raccolta firme, avviata ufficialmente domenica scorsa, hanno diffuso una nota ufficiale per fare chiarezza sulla mobilitazione in corso e per rispondere alle recenti rassicurazioni giunte dall’amministrazione comunale.
La mobilitazione: superata quota 1.200 firme
Il primo dato rilevante riguarda l’adesione popolare, che ha superato le aspettative iniziali. Secondo quanto comunicato dai referenti del comitato, sono state raccolte 500 firme in presenza durante l’iniziativa di domenica, a cui si aggiungono oltre 700 adesioni pervenute tramite la petizione online. La raccolta firme digitale resterà aperta fino a mercoledì sera 4 marzo, momento in cui verranno decise e comunicate le prossime azioni.
Le criticità sollevate dai cittadini
I promotori della protesta evidenziano una forte discrepanza tra le rassicurazioni politiche e lo stato reale dei fatti. Sotto i riflettori c’è la data ipotizzata per la riapertura, fissata per la Pasqua del 2027: uno scenario che il comitato giudica incerto, citando le stesse comunicazioni comunali in cui si ammette di non conoscere ancora nel dettaglio “tempi e modalità” dei lavori.
Nella nota si sottolineano diversi punti di attrito:
- Trasparenza e comunicazione: viene contestata l’efficacia dei canali informativi utilizzati finora dall’amministrazione, ritenuti poco accessibili alla cittadinanza comune che non ha partecipato ai tavoli istituzionali.
- Isolamento ferroviario: i promotori ricordano come, negli ultimi dieci anni, il territorio abbia perso collegamenti diretti fondamentali (come la tratta verso Torino e i collegamenti senza cambi per Genova), diventando l’unico comune della provincia privo di collegamenti diretti con il capoluogo durante le ore diurne.
- Compensazioni economiche: tra le richieste principali figura l’ipotesi della gratuità della tratta ferroviaria per residenti e lavoratori, come misura compensativa per l’aggravio dei costi e dei tempi di spostamento dovuti alla chiusura delle gallerie.
La richiesta di un confronto pubblico
L’obiettivo finale dei promotori è l’ottenimento di un’assemblea pubblica che veda la partecipazione non solo del Comune, ma anche dei tecnici della Regione Liguria.
“Vogliamo risposte concrete e siamo pronti a porre domande dirette alle entità superiori,” dichiarano i rappresentanti della petizione, auspicando che le problematiche tecniche emerse dalle ultime verifiche sulle calotte delle gallerie vengano chiarite in modo definitivo e pubblico nelle prossime settimane.