Sono entrati nel vivo i lavori per il recupero strutturale della “casa” dell’Orto della Carità sulla Piana dell’Entella.
Il punto sui lavori
Dopo il posizionamento dei ponteggi e la delimitazione dell’area di cantiere (avvenuti prima dell’estate), le maestranze dell’Impresa Traversone hanno dato avvio alla rimozione dei materiali presenti sul tetto. Seguirà la messa in sicurezza dei solai e la demolizione delle parti interne pericolanti. In queste ore il cantiere è stato oggetto di un nuovo sopralluogo da parte della Soprintendenza per i beni culturali che sta affiancando l’associazione “L’avventura della Carità” nel complesso intervento di recupero della struttura per farla diventare uno spazio destinato all’aggregazione per i giovani del territorio. Era presente l’architetto Danilo Cafferata, funzionario locale della Soprintendenza, accompagnato dall’architetto progettista Enrico De Carlo, dal responsabile dell’impresa Gian Romeo Traversone, dai tecnici e da alcuni soci dell’associazione che ha in gestione i beni affidati in comodato d’uso dalla parrocchia di San Giovanni Battista di Chiavari. Durante la visita sono stati approfonditi e definiti alcuni aspetti legati al prosieguo dell’intervento che punta a mantenere il valore storico dell’immobile e al tempo stesso renderlo più funzionale ad ospitare le attività educative dell’associazione di volontariato legata all’Operazione Mato Grosso.
«Abbiamo ricevuto la visita dell’architetto Cafferata per fare una verifica sullo stato dei lavori – spiega l’architetto Enrico De Carlo -. Ad oggi abbiamo messo in sicurezza l’immobile, ponteggiato tutto, abbiamo smontato le coperture e alcuni corpi che rimonteremo mantenendo quindi i materiali. Stiamo aspettando i risultati delle indagini strutturali sulle travi e alcune autorizzazioni per proseguire con le fasi successive».
Il contributo
I lavori sono potuti partire anche grazie al contributo stanziato dalla Diocesi di Chiavari derivanti dai fondi dell’8xmille. Si tratta di una prima tranche di finanziamenti pari a 113.625,00 euro che andrà a coprire in parte il primo lotto finalizzato al recupero strutturale dell’edificio. Un intervento urgente per il quale è stato stimato un costo complessivo di quasi 300 mila euro. L’associazione da tempo sta portando avanti dei progetti di raccolta fondi da destinare alla copertura dei costi, ma ad oggi ben più della metà della quota restante deve ancora essere coperta.
«Grazie a Dio siamo riusciti a partire, grazie anche al finanziamento che è arrivato dalla CEI, che però non è sufficiente sicuramente per portare avanti i lavori – spiega don Stefano Bruzzone, presidente dell’associazione “L’avventura della Carità” -. C’è quindi bisogno dell’aiuto di tanti. Tutti possono dare una mano! Questo vuole essere uno spazio al servizio del territorio, per le parrocchie, ma non solo. Quindi se qualcuno è affezionato o vuole affezionarsi a questo spazio, siamo contenti se vorrà aiutarci».
L’impegno di tante persone e realtà del territorio
E sono state tante le persone e le realtà del territorio che in questi ultimi anni si sono impegnate per fare in modo che questo sogno diventasse realtà. L’impegno da parte dei ragazzi e delle ragazze che si riconoscono nell’attività educativa dell’associazione e delle loro famiglie continua. Tra le iniziative che sono partite recentemente c’è anche quella che vede in campo i commercianti dei CIV di Lavagna e di Chiavari che hanno voluto sostenere l’operazione “Dona un mattone” per la “casa” dell’Orto della Carità. Con un piccolo contributo di 2 euro è possibile donare un mattone (simbolico) e avere in cambio la possibilità di essere uno dei fortunati che in occasione della Festa di primavera (che sarà il prossimo 23 maggio) potrà ricevere uno degli oltre cinquanta buoni e oggetti messi a disposizione dagli stessi esercenti. Decine le attività dei Centri Integrati di Via che si sono messi a disposizione per sostenere l’iniziativa. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito www.avventuradellacarita.org. E come hanno cantato anche i giovani animatori dell’associazione in occasione del Festival di Sanremo: “mattone su mattone viene su la grande casa…”
«Il CIV è sempre sensibile a tutto quello che è associazionismo a favore della città e delle persone che abitano nei nostri territori – spiega Roberta Dasso, presidente del CIV “Centro Storico” di Lavagna -. Abbiamo aderito all’iniziativa perché non potevamo dire di no ad un entusiasmo così grande. Parleremo tanto di questo progetto, lo faremo nei nostri negozi perché abbiamo voluto partecipare a questa raccolta fondi per lo scopo, devo dire meritevole, di ricostruire un pezzo di quella piana che a tutti noi lavagnesi manca. L’attività che l’associazione porta avanti è da valorizzare, fa stare i giovani a contatto con la natura, li fa stare insieme sotto una guida buona e giusta. Questo è quello di cui la città ha bisogno: la città ha bisogno sì di turisti, ma ha bisogno soprattutto di persone che la vivono, che la godono e che in questo territorio crescono insieme».
Le immagini
GUARDA LA GALLERY (5 foto)