Le considerazioni

“Genitori per Sestri”: «Serve un linguaggio rispettoso del lavoro e dell’intelligenza civica delle famiglie»

Sul tema della riorganizzazione scolastica, il comitato si rivolge all'amministrazione comunale di Sestri Levante

“Genitori per Sestri”: «Serve un linguaggio rispettoso del lavoro e dell’intelligenza civica delle famiglie»

Giornata calda quella di oggi, venerdì 6 marzo, sul fronte del tema della riorganizzazione scolastica a Sestri Levante, nel dibattito torna in auge il comitato “Genitori per Sestri”.

Le parole del comitato

«In queste ore leggiamo dichiarazioni dell’Amministrazione comunale che rivendicano come un risultato politico la sensibilizzazione e l’attenzione verso la salvaguardia dei plessi scolastici del territorio.

Se davvero l’obiettivo è quello di mantenere il maggior numero possibile di scuole attive, non possiamo che esserne soddisfatti. È esattamente ciò per cui centinaia di genitori si stanno battendo da mesi.

Tuttavia, ciò che sorprende e lascia perplessi è il cambio di narrazione che si sta verificando in queste ore.

Da oltre cinque mesi – dal 7 novembre 2025 – decine di genitori hanno dedicato tempo, energie e lavoro per affrontare concretamente il problema delle iscrizioni e del futuro dei plessi scolastici della città. Lo abbiamo fatto sottraendo tempo alle nostre famiglie e al nostro lavoro, perché non ci sentivamo adeguatamente rappresentati nel percorso che si stava delineando.

Abbiamo organizzato incontri pubblici, raccolto informazioni, analizzato dati demografici e iscrizioni, coinvolto famiglie e cittadini e portato all’attenzione delle istituzioni una questione che inizialmente veniva minimizzata o considerata secondaria.

E lo abbiamo fatto spesso incontrando ostacoli, chiusure e tentativi di delegittimazione.

Per questo oggi appare difficile comprendere come le stesse posizioni che fino a ieri sembravano essere considerate allarmistiche vengano improvvisamente presentate come il risultato di un’azione politica lungimirante dell’Amministrazione.

Non possiamo non chiederci se questa improvvisa mobilitazione istituzionale non sia in realtà legata al fatto che le scelte che stanno emergendo sul piano tecnico e scolastico – e che competono alla dirigenza scolastica – possano non coincidere con le aspettative politiche dell’Amministrazione.

Se così fosse, sarebbe ancora più evidente quanto fosse necessario il lavoro di attenzione civica svolto dalle famiglie in questi mesi.

C’è poi una domanda che riteniamo inevitabile: se le intenzioni oggi dichiarate dall’Amministrazione erano davvero queste fin dall’inizio, come si spiega il fatto che centinaia di cittadini abbiano sentito la necessità di unirsi in un Comitato spontaneo per difendere le scuole della città?

Le famiglie non si mobilitano per capriccio. Lo fanno quando percepiscono che qualcosa non sta funzionando.

Ed è esattamente ciò che è accaduto a Sestri Levante negli ultimi mesi.

Per questo motivo invitiamo il Sindaco e la maggioranza a mantenere nelle prossime dichiarazioni un linguaggio rispettoso del lavoro e dell’intelligenza civica delle famiglie.

Insinuare, anche solo indirettamente, che il Comitato abbia frainteso o strumentalizzato le posizioni dell’Amministrazione significherebbe mancare di rispetto a centinaia di cittadini che hanno scelto di impegnarsi, volontariamente e con senso civico, per il futuro delle scuole della propria città.

Il punto, comunque, non è stabilire chi debba intestarsi eventuali meriti.

Il punto è che la situazione resta delicata: la distribuzione degli iscritti, dalla quale dipendono la formazione delle sezioni dell’infanzia e delle classi della primaria, è un passaggio decisivo per tutelare la pluralità dei plessi e garantirne la continuità negli anni a venire.

Per questo continueremo a chiedere con forza: trasparenza sui dati delle iscrizioni, chiarezza sulle scelte che verranno fatte, coinvolgimento reale delle famiglie nei processi decisionali che riguardano la scuola.

La scuola pubblica non è terreno di propaganda.

È un bene comune che riguarda l’intera comunità.

E le famiglie di Sestri Levante continueranno a vigilare affinché il futuro delle scuole non venga deciso senza chi la scuola la vive ogni giorno».