8 marzo 2026

Grande partecipazione a Chiavari per l’azione artistica “Le Vie delle Donne”

"Un modo per proporre idealmente una nuova visione urbana e una nuova geografia della memoria, capace di restituire visibilità alle donne che hanno contribuito allo sviluppo della società, della cultura, della scienza e dell’impegno civile"

Grande partecipazione a Chiavari per l’azione artistica “Le Vie delle Donne”

Grande partecipazione a Chiavari per l’azione artistica “Le Vie delle Donne” in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Giornata Internazionale della Donna a Chiavari

Si è svolta con grande partecipazione e interesse questa mattina, domenica 8 marzo, in piazza Matteotti a Chiavari, l’azione artistica “Le Vie delle Donne”, promossa dal Collettivo Artistico Femminile omonimo in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

L’iniziativa ha richiamato cittadini, associazioni e realtà del territorio, trasformando il centro della città in uno spazio di riflessione pubblica sul tema della memoria, della rappresentazione e del ruolo delle donne nella storia.

L’evento è stato realizzato con il sostegno e la collaborazione di diverse associazioni impegnate nel campo dei diritti civili, della cultura e della cittadinanza attiva: Libera Presidio Nicholas Green Tigullio, UDI Levante, Sestri Città Aperta, Zucchero Amaro ETS, Futura, CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane e Amnesty International Antenna Tigullio.

“Al centro dell’iniziativa vi è stata una riflessione sulla toponomastica, ovvero l’insieme dei nomi che identificano strade, piazze e luoghi pubblici delle città italiane. Un patrimonio simbolico che racconta la storia collettiva ma che, ancora oggi, presenta un forte squilibrio di genere: solo circa il 5% delle vie italiane è dedicato a donne, mentre la grande maggioranza porta nomi maschili.

Nel centro storico di Chiavari questo divario è ancora più evidente: non esiste infatti alcuna via o piazza intitolata a una donna.”

Proprio da questa constatazione nasce l’azione artistica “Le Vie delle Donne”, concepita come un gesto simbolico di riparazione storica e di immaginazione civica. Le partecipanti hanno indossato targhe con i nomi di figure femminili che, per il loro ruolo o il loro ambito di attività, sono state simbolicamente affiancate ai nomi maschili presenti nella toponomastica del centro cittadino.

Un modo per proporre idealmente una nuova visione urbana e una nuova geografia della memoria, capace di restituire visibilità alle donne che hanno contribuito, spesso in modo determinante ma poco riconosciuto, allo sviluppo della società, della cultura, della scienza e dell’impegno civile.”

Tra i nomi che hanno composto questa ideale “nuova toponomastica” figuravano donne di grande rilievo storico e culturale, come Ilaria Alpi, giornalista simbolo della libertà di stampa; Nilde Iotti, protagonista della vita politica italiana e prima donna presidente della Camera dei Deputati; Manuela Loi, agente della scorta di Paolo Borsellino caduta nella strage di via D’Amelio; Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la medicina; Maria Montessori, pedagogista di fama internazionale; e la poetessa Alda Merini, una delle voci più intense della letteratura italiana del Novecento.

Accanto a queste figure sono state ricordate anche molte altre donne che hanno segnato la storia nei campi più diversi: Camilla Giuscardi Gandolfi, Virginia Oldoni, Angela Gotelli, Clelia Durazzo, Rosina Ferrario, Delle Andanne, Teresa Brignardello, Cristina Trivulzio, Alice Noli, Elena Bombrini Casaretto e Fernanda Pivano.

Attraverso i loro nomi e le loro storie, l’azione artistica ha invitato il pubblico a riflettere su quanto il contributo femminile sia stato fondamentale nella costruzione della società contemporanea e su quanto sia ancora necessario lavorare per restituirgli piena visibilità nello spazio pubblico.

L’iniziativa ha suscitato curiosità, dialogo e partecipazione tra i presenti, confermando come il tema della rappresentazione delle donne nella memoria collettiva sia oggi particolarmente sentito.

Anche se concepita come un gesto simbolico, l’azione artistica ha voluto lanciare un messaggio chiaro: i nomi che attribuiamo ai luoghi non sono neutri, ma raccontano chi siamo e quali storie scegliamo di ricordare. Dare spazio alle donne nella toponomastica significa quindi contribuire a costruire una memoria più completa, inclusiva e condivisa.

“Le Vie delle Donne” si è così trasformata in un momento di partecipazione civica e culturale capace di coinvolgere la comunità e di aprire nuove riflessioni sul rapporto tra città, memoria e e diritti. Perché, come ricordato durante l’iniziativa, ciò che non viene nominato resta invisibile.”