Dopo le durissime accuse lanciate dal gruppo consiliare “Progresso per Sestri”, che ha chiesto formalmente le dimissioni dell’assessora all’Istruzione e Cultura Maura Caleffi, arriva la replica netta della maggioranza. L’amministrazione comunale di Sestri Levante respinge ogni addebito, confermando la piena fiducia all’assessora e accusando la sinistra di voler strumentalizzare il disagio delle famiglie per fini elettorali.
La replica integrale dell’Amministrazione Comunale
Di seguito la nota diffusa dal gruppo di maggioranza in risposta agli attacchi dell’opposizione:
“Ancora una volta il gruppo di opposizione legato al Partito Democratico tenta di sollevare un polverone mediatico, con l’unico obiettivo di confondere i cittadini e screditare l’operato dell’attuale amministrazione. Con l’ennesimo comunicato strumentale, la sinistra prova ad attribuire responsabilità che non le appartengono a chi oggi governa la città, arrivando perfino a insinuare colpe sul ridimensionamento dei plessi scolastici. Un atteggiamento che dimostra chiaramente come non vi sia alcun interesse per il bene della comunità, ma solo la volontà di alimentare polemiche sterili. La richiesta di dimissioni dell’Assessore comunale all’Istruzione e Cultura è non solo infondata, ma profondamente ipocrita. Proviene infatti da chi ha amministrato in passato lasciando irrisolti problemi strutturali gravissimi, primo fra tutti la mancata gestione delle conseguenze del calo demografico sulle scuole del territorio. L’opposizione, invece di collaborare, preferisce cavalcare il disagio delle famiglie per fini politici, alimentando divisioni e tensioni in città. Un comportamento irresponsabile, dettato più dal rancore che da un reale interesse pubblico. Questo modo di fare politica è dannoso e inaccettabile. La città ha bisogno di serietà, non di chi cerca consenso creando caos. Lasciamo lavorare chi oggi si sta assumendo il compito, non facile, di rimettere ordine dove altri hanno creato disordine o fallito. All’Assessore Maura Caleffi, che in questi mesi ha lavorato con impegno e dedizione per il sistema scolastico cittadino, va la piena fiducia e il convinto sostegno dell’amministrazione.“
Il contesto della polemica
La richiesta di dimissioni era arrivata dopo una seduta di consiglio comunale particolarmente tesa lo scorso 19 marzo. L’opposizione contestava all’assessora Caleffi alcuni interventi riguardanti la gestione didattica del plesso di San Bartolomeo della Ginestra e il futuro piano di riorganizzazione scolastica che prevede la chiusura di alcuni plessi cittadini.
Tra le critiche mosse dalla minoranza figuravano anche la gestione del MUSEL (rimasto a lungo senza direttore) e il declassamento dell’Andersen Festival nei finanziamenti ministeriali. Accuse che la maggioranza oggi bolla come un tentativo di “confondere i cittadini” e di coprire le responsabilità di chi ha governato Sestri Levante in precedenza.
La dichiarazione dell’assessore Caleffi
Scrive l’assessore Caleffi:
“Il plesso di San Bartolomeo, che oggi sta tanto a cuore a “Progresso per Sestri”, non ha mai ricevuto, negli anni precedenti, un solo investimento strutturale degno di nota.
Dovendo ridimensionare gli edifici scolastici, la scuola San Giovanni Bosco è quella che presenta le minori potenzialità; non di certo dal punto di vista formativo, ma per gli spazi a disposizione: aule piccole, mensa limitata, assenza di una palestra, nessun ambiente per i laboratori e nessuno spazio dedicato al sostegno.
Come insegnante di sostegno, conosco molto bene quanto sia importante avere un luogo specifico per i bambini che faticano a mantenere la permanenza in classe o che necessitano, semplicemente, di un momento di riposo. La mia è una preoccupazione seria, rivolta ai bambini con disabilità e alle loro famiglie, e non è di certo un attacco al personale scolastico, che svolge il proprio lavoro con dedizione affrontando situazioni sempre più complesse.
Sul MUSEL, l’opposizione parla di ritardi come se si trattasse di mera burocrazia. La realtà è diversa: si è provveduto a nominare un Direttore Scientifico, figura più volte sollecitata dalla Soprintendenza e mai garantita dalle amministrazioni precedenti. Si tratta di una scelta di qualità che eleva il valore culturale e scientifico del museo nell’interesse della città.
Concludo rinnovando l’intenzione a proseguire il mio lavoro con rinnovata energia e determinazione”.