Politica locale

A Sestri non si placa lo scontro su scuola e cultura

Dopo la richiesta di dimissioni, arrivano la replica di Progresso per Sestri e le dichiarazioni dell’assessore Caleffi

A Sestri non si placa lo scontro su scuola e cultura

Non si placano le discussioni politiche a Sestri Levante: dopo le dure accuse dell’opposizione di centro sinistra nei confronti dell’assessore Caleffi, chiedendone le dimissioni, e la replica della maggioranza Solinas che ha fatto quadrato intorno all’assessore all’istruzione, il gruppo consiliare Progresso per Sestri torna all’attacco e arriva anche la replica dell’assessore Maura Caleffi.

La controreplica di Progresso per Sestri

 

“Abbiamo letto con attenzione le risposte dell’amministrazione e dei gruppi consiliari di maggioranza al nostro comunicato sulle dimissioni dell’assessora Caleffi. E dobbiamo dire che raramente una non-risposta è stata così eloquente. Il nostro comunicato solleva fatti precisi, documentati, verificabili.

La risposta della maggioranza non confuta nessuno di questi fatti. Ciò che leggiamo è un lungo esercizio retorico costruito attorno a una sola tesi: la colpa è di chi ha governato prima. Una tesi che, oltre a essere storicamente discutibile, non risponde a nessuna delle domande che i cittadini di Sestri Levante hanno il diritto di porre.

Nel nostro comunicato abbiamo dato notizia di una lettera inviata dall’intero corpo docente del plesso San Giovanni Bosco di San Bartolomeo all’amministrazione Comunale: una lettera dai contenuti durissimi, che stigmatizza le dichiarazioni pubbliche dell’assessora Caleffi. Nelle risposte della maggioranza, questa lettera non viene contestata, non viene smentita, non viene minimizzata. Semplicemente non esiste. Eppure esiste eccome. Ci chiediamo: se l’assessora avesse agito con la serietà e la professionalità che la maggioranza le attribuisce, le insegnanti di San Bartolomeo avrebbero scritto quella lettera? La risposta è sotto gli occhi di tutti. Tranne che sotto quelli della Giunta.

La maggioranza accusa noi di aver creato allarme sulle scuole. Ricordiamo chi ha tenuto, nel novembre 2025, una conferenza stampa annunciando la chiusura progressiva di cinque plessi su undici, senza aver consultato una sola famiglia, un solo insegnante, una sola comunità di quartiere. Ricordiamo chi ha trasformato quell’annuncio in una profezia che si è auto avverata: le famiglie spaventate hanno iscritto i figli altrove, rendendo matematicamente inevitabile ciò che si diceva di voler evitare.

Ricordiamo anche chi, il 27 febbraio, ha dichiarato “non urgente” una mozione sulle scuole mentre i genitori aspettavano risposte nella stanza accanto – e chi ha ritenuto opportuno chiamare i carabinieri per allontanarli. E ricordiamo chi, alla seduta successiva, è tornato a parlare di scuole con interventi preconfezionati, pur non avendo il tema all’ordine del giorno: lo stesso ordine del giorno che a febbraio era servito come scusa per tacere.

Su nessuno di questi episodi la maggioranza offre una spiegazione. Offre solo l’invito a non disturbare chi governa. Ci permettiamo di ricordare che disturbare chi governa, quando governa male, è esattamente il compito dell’opposizione in una democrazia. Colpisce, in entrambe le risposte, una nota di fondo comune: il fastidio per il dissenso. L’Amministrazione invita a “lasciare lavorare” la Giunta senza disturbarla; i gruppi di maggioranza arrivano a chiedere le dimissioni dell’opposizione, definendo “becera” la nostra attività politica.

Siamo di fronte a una concezione del governo locale che preoccupa: l’idea che il controllo democratico sia un fastidio da silenziare. Non è così che si difende un’assessora nel merito – si risponde ai fatti, non si chiede di non fare domande. Quanto all’invito a “lasciare lavorare”: comprendiamo il disagio. Ma ricordiamo al sindaco Solinas che, pur essendo un dipendente AMT in servizio, il cartello “vietato parlare al conducente” vale sull’autobus, non in Consiglio Comunale.”

La dichiarazione dell’assessore all’istruzione e alla cultura

“Il plesso di San Bartolomeo che oggi sta tanto a cuore a “Progresso per Sestri” non ha mai ricevuto, negli anni precedenti, un solo investimento strutturale degno di nota.

Dovendo ridimensionare gli edifici scolastici la scuola San Giovanni Bosco è quella che ha minori potenzialità non di certo formative ma di spazi a disposizione: aule piccole, mensa limitata, non c’è la palestra, nessuno spazio per i laboratori, nessun ambiente dedicato al sostegno. Come insegnante di sostegno conosco molto bene quanto sia importante avere uno spazio dedicato per i bambini che faticano a mantenere la permanenza in classe o che necessitano semplicemente di un
momento di riposo.

La mia è una preoccupazione seria rivolta ai bambini con disabilità e alle loro famiglie e non di certo un attacco al personale scolastico che fa il proprio lavoro con dedizione e che affronta situazioni sempre più complesse.

Sul MUSEL, l’opposizione parla di ritardi come se si trattasse di mera burocrazia. La realtà è diversa: si è provveduto a nominare un Direttore Scientifico, figura più volte sollecitata dalla Soprintendenza e mai garantita dalle amministrazioni precedenti, una scelta di qualità che eleva il valore culturale e scientifico del museo nell’interesse della città.

Concludo rinnovando l’intenzione a proseguire il mio lavoro con rinnovata energia e determinazione.”