Lavagna

Asl 4 smentisce la chiusura del Centro Terapie Anticoagulanti Orali (TAO)

Lo fa a seguire dell'allarme lanciato dal Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami)

Asl 4 smentisce la chiusura del Centro Terapie Anticoagulanti Orali (TAO)

Area 4 di ATS Liguria smentisce la chiusura del Centro Terapie Anticoagulanti Orali (TAO). Lo fa a seguire dell’allarme lanciato dal Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami).

Lo fa a seguire dell’allarme lanciato dal Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami)

“Occorre premettere che i pazienti in TAO assumono nella maggior parte dei casi il Coumadin, farmaco che prevede frequenti controlli ematici dell’INR (il test che misura il tempo di coagulazione del sangue) – spiega l’Asl 4 – rispetto al passato, oggi esistono tuttavia nuove alternative terapeutiche che possono migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti e, al contempo, consentire di ottimizzare l’organizzazione interna. L’obiettivo del percorso intrapreso è quindi quello di garantire a ciascun paziente il percorso di cura più appropriato e, contestualmente, raggiungere un progressivo e necessario efficientamento del Centro.
In tale ottica, è stato quindi avviato un lavoro di analisi della casistica dei suddetti pazienti che si svilupperà gradualmente nel seguente modo:
– per i pazienti attualmente in TAO ma candidabili ai farmaci anticoagulanti orali di ultima generazione (cosiddetti NAO) che non richiedono la necessità di sottoporsi ai frequenti prelievi ematici dell’INR previsti invece quando si assume il Coumadin, verrà stilato apposito piano terapeutico da parte dello specialista ospedaliero e potranno quindi essere presi in carico dal proprio Medico di Medicina Generale, mantenendo un rapporto di costante sinergia con gli specialisti prescrittori;
– i pazienti che, pur non potendo essere passati alle nuove terapie, presentino dei valori ematici di INR stabili con conseguente ridotta necessità di prelievi e schema terapeutico stabile potranno anch’essi essere gradualmente affidati alla gestione del proprio Medico di Medicina Generale (per i quali è inoltre previsto a breve uno specifico percorso di formazione) mantenendo sempre il Centro di riferimento come supporto specialistico costante per il Medico.
– i pazienti più complessi o comunque con valori di INR instabili che richiedano frequenti aggiustamenti terapeutici rimarranno in carico diretto al Centro, garantendo loro la massima sorveglianza specialistica necessaria.
Dal prossimo 28 aprile dunque non cambierà nulla né per i pazienti né per i MMG: il passaggio sarà fluido e graduale, guidato esclusivamente da criteri clinici rigorosi con l’unico fine di migliorare l’organizzazione complessiva e il benessere dei pazienti”.