Non c’è pace per la Val Graveglia. A meno di 48 ore dalla riapertura della SP26 dopo 70 giorni di blocco, la terra è tornata a muoversi. Un nuovo distacco di detriti sotto il fronte della frana ha fatto ripiombare i residenti nell’incertezza, innescando una dura polemica tra cittadini e amministrazione.
La denuncia dei residenti: “Cronaca di un disastro annunciato”
La famiglia Amantini, parlando a nome di operatori e abitanti, non usa giri di parole: la valle è “ostaggio” dell’incuria. Secondo i cittadini, le criticità erano state segnalate a Comune e Città Metropolitana mesi prima del crollo, senza ottenere interventi risolutivi. Sotto accusa finisce anche l’impatto delle attività estrattive della cava “Ceisena”:
“In un contesto così fragile, la sicurezza e la prevenzione devono venire prima di tutto”, spiegano i residenti, stremati dai danni a lavoro e turismo. “Il Comune di Ne è chiamato insieme agli enti competenti a fornire risposte concrete in tempi rapidi, in una situazione che continua a preoccupare residenti e imprese. I cittadini chiedono maggiore attenzione e interventi strutturali per garantire sicurezza e continuità dei collegamenti”.
Il Comune: aperture col “coprifuoco”
Dal canto suo, il vice sindaco Fabrizio Podestà tenta di gestire l’emergenza con i mezzi a disposizione. Per la giornata di ieri, sabato 28 marzo, la viabilità è rimasta garantita solo fino a mezzanotte. Poi la strada ha chiuso di nuovo per tutta la notte, con riapertura fissata alle 7:00 di questa mattina domenica 29 marzo, garantendo il passaggio solo ai mezzi di soccorso.
Alcune foto di ieri, sabato 28 marzo:
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