Nuova polemica a Rapallo attorno agli spazi destinati all’associazionismo. La decisione del Comune di non rinnovare il rapporto con gli “Amici del Mare” e di richiedere la restituzione dei locali comunali alla foce del Boate entro 60 giorni accende lo scontro politico. Ad intervenire è il consigliere di opposizione Andrea Carannante che parla di una scelta capace di colpire non solo un’associazione storica, ma un intero modello di socialità e partecipazione cittadina. Nel mirino, secondo Carannante, una linea amministrativa che restringe progressivamente gli spazi per il volontariato e la vita di comunità:
Il Comune di Rapallo sfratta gli “Amici del Mare”.
Lo fa con una delibera precisa: si decide di non proseguire il rapporto, di riprendersi l’immobile comunale alla foce del Boate e di imporre all’associazione la riconsegna dei locali entro 60 giorni.
La motivazione? Generica: “fini istituzionali”.
Una formula buona per tutto, che però in questo caso cancella con un colpo di penna un’esperienza di socialità, volontariato e comunità.
Un’associazione che non chiedeva nulla, che non faceva profitto, ma offriva uno spazio vivo alla città.
Eppure, evidentemente, a Rapallo questo non interessa.
Perché qui sembra esserci spazio solo per ciò che si paga, si consuma, si monetizza.
Sempre meno spazio, invece, per chi costruisce relazioni, per chi tiene insieme le persone, per chi fa associazionismo vero.E fa ancora più impressione ricordare quello che è successo circa un anno e mezzo fa.
Furono proprio gli “Amici del Mare” ad aprire le porte alla politica.
Io ero presente.
C’erano il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale, l’Assessore Brasey e altri esponenti della maggioranza.Ci avevano invitato nei loro spazi, ci avevano mostrato la loro attività, avevano perfino offerto una cena.
Accoglienza, rispetto, comunità.
Questa è la risposta che ricevono oggi: uno sfratto.
Dopo essere stati lì, dopo aver mangiato a quella tavola, l’amministrazione restituisce il favore nel modo peggiore possibile: mandandoli via.
Ma non è la prima volta.
Qualche anno fa era già successo con gli Amici del Castello: avevano creato una comunità, un punto di riferimento, persino un’attrazione turistica apprezzata.
Eppure sono stati messi nelle condizioni di doversene andare, perché non riuscivano più a sostenere il canone mentre c’erano i lavori del San Francesco.Oggi siamo di nuovo lì.
Un’altra associazione costretta a fare le valigie.
E il messaggio è chiarissimo: a Rapallo, piano piano, non si potrà più fare nulla che non sia legato al profitto.
Non è solo una scelta amministrativa.
È una linea politica precisa.
È il segnale di una città che si svuota, che perde i suoi spazi liberi, che allontana chi costruisce comunità.
Ricordiamoci bene chi ha votato questa decisione.
Gli assessori presenti e favorevoli sono:Elisabetta Ricci
Antonella Aonzo
Laura Mastrangelo
Fabio Mustorgi
Andrea Rizzi
Filippo LasinioPerché qui non si tratta di regolamenti o scadenze.
Si tratta di rispetto.
E oggi, quel rispetto, è stato completamente ignorato.
Solidarietà piena agli Amici del mare