CHIAVARI

Difese a mare, l’opposizione denuncia: “Realizzato meno della metà del progetto in cinque anni”

Le critiche di Giardini e Orecchia sulla gestione e di Bertani e Bettoli sulla trasparenza

Difese a mare, l’opposizione denuncia: “Realizzato meno della metà del progetto in cinque anni”

Lo stato di avanzamento delle opere di difesa a mare entra ufficialmente in una fase critica. Dopo l’ultima commissione consiliare a Chiavari, i rappresentanti della minoranza hanno tracciato un bilancio dell’intervento che si scontra con le tempistiche iniziali e con le rassicurazioni fornite finora dall’amministrazione guidata da Federico  Messuti.

Le critiche

Il quadro tecnico emerso evidenzia un cantiere bloccato a meno del 50% della realizzazione nonostante siano passati oltre cinque anni dall’avvio. I consiglieri Giovanni Giardini (Cambia con me) e Nicola Orecchia (Chiavari con Te!) pongono l’accento sulle criticità economiche e strutturali: l’opera sarebbe stata rallentata da numerose varianti necessarie a correggere errori progettuali, portando a un contenzioso milionario con l’impresa esecutrice. Secondo i due esponenti,

“i cittadini dovranno farsi carico non solo degli aumenti attuali, ma anche degli oneri futuri per il livellamento del pietrisco, necessario dopo ogni mareggiata per rendere la spiaggia fruibile”.

Sul fronte politico e della trasparenza, Antonio Bertani (PD) e Mirko Bettoli (Ora il Futuro) denunciano come

“le problematiche fossero note agli uffici già dal periodo 2022-2023, pur essendo state comunicate ufficialmente solo nell’aprile 2026”.

Il dettaglio tecnico fornito dai due consiglieri è netto: se la Cella 1 presenta ancora vecchi detriti abbandonati, la Cella 2 risulta priva del ripascimento previsto e la Cella 3 rimane totalmente irrealizzata. Per l’ultima parte del progetto, la Cella 4, mancherebbero inoltre gli stanziamenti necessari.

La situazione attuale vede i lavori fermi a ridosso della stagione estiva e l’apertura di una fase di incertezza legale con la ditta Ador.Mare Srl. Per l’intera opposizione, quanto emerso smentisce la natura “definitiva” dell’opera, prefigurando un futuro fatto di manutenzioni costanti e ulteriori investimenti di risorse pubbliche per garantire la protezione del litorale chiavarese.