L'evento

Tigullio Design District: a Chiavari Alfana racconta la rinascita della Queenley76

Giovedì 23 aprile, alle 18, in via Martiri della Liberazione 181 a Chiavari

Tigullio Design District: a Chiavari Alfana racconta la rinascita della Queenley76

In occasione della quinta edizione del Tigullio Design District, a cura dell’Associazione culturale Liguria Design, Alfana apre il suo spazio in Caruggio, in via Martiri della Liberazione 181 a Chiavari, (nella foto) per raccontare la storia della borsa Queenley76: un pezzo di memoria artigiana di un lungo restauro culminato con le creazioni per il presente

La presentazione all’interno della Tigullio Design District

 

L’appuntamento quindi è per giovedì 23 aprile, alle 18. Sarà un’occasione per immergersi nella memoria del territorio, scoprire il lavoro artigianale che ha ridato vita a una icona e celebrare insieme la rinascita di un oggetto che racconta una storia di design e di vita quotidiana.

Programma dell’evento

Il pomeriggio inizierà con una introduzione e la presentazione della storia della borsa Queenley76, con l’intervento di Giorgio “Getto” Viarengo: “la Chiavari del 1976”. Seguirà poi il racconto di Alfana tra ol percorso tecnico e artigianale del restauro. In conclusione la testimonianza diretta e personale e valore affettivo dell’oggetto.

La storia

Il 12 dicembre 2023 Giulia ci ha portato una nostra borsa datata 1976: intensamente vissuta ma sorprendentemente ancora ben conservata, con manici e tiranti in cuoio leggermente scuciti e la chiusura funzionalmente compromessa. Ci commissionò il restauro. Ritrovare materiali equivalenti a quelli usati cinquant’anni fa—la tipica chiusura, filati, componenti metalliche—si è rivelato un percorso complesso e paziente. La borsa è rimasta in bella mostra nel nostro laboratorio nel Porto di Lavagna: ogni volta che la guardavamo riaffioravano dettagli,  ricordi e domande sulla sua storia tanto che ci hanno guidato nella ricerca e nella tecnica. Ci colpì la qualità del camoscio, ancora compatto e robusto, elegante e raffinato, sorprendentemente intatto. L’elemento distintivo è una stampa esclusiva: uno stemma ovale con due leoni rampanti ripetuto all’infinito,.

 

Il restauro

Dopo aver reperito materiali compatibili, abbiamo smontato con estrema delicatezza la parte superiore ovvero manici, tiranti e chiusura per procedere a un intervento fedele all’originale. Abbiamo selezionato filati di qualità in una merceria storica toscana e tarato la macchina da cucire per rispettare il passo dell’impuntura originaria, in modo da attraversare gli stessi fori della pelle senza alterarne la trama e la sequenza. L’operazione ha richiesto precisione certosina e interventi calibrati con gesti misurati, attenzione al dettaglio evitando soluzioni invasive che avrebbero cancellato la sua storia.

 

Ricerca storica e ricordi

Con l’originale sempre presente in laboratorio, abbiamo ricostruito la data di produzione — 1976 — e ritrovato, sfogliando album fotografici, altri esemplari della prima collezione, realizzati con le medesime materie prime ma con forme e funzioni diverse. Il nome “Queenley” nacque dal motivo stampato sul camoscio.

Man mano che riaffioravano i ricordi, si è fatta strada l’idea di raccoglierli e raccontarli, per restituire un frammento di storia comune a tanti di noi.

 

Dalla Queenley76 alle Queen2026

Da questa esperienza è nata la Queen2026: una pixel issue ispirata alla Queenley76, un tesoro d’archivio elevato a un’estetica ancora più essenziale. Dal cuore del nostro archivio pelli riemerge un tesoro inaspettato: due tagli di camoscio originale, custodi di una storia artigiana che oggi trova una nuova, raffinata espressione.

Nasce così una shopper dall’anima duplice, che racchiude al suo interno una pochette removibile con tracolla regolabile. Due creazioni in una: un’armonia di volumi dove l’accessorio interno, indipendente e dinamico per i momenti informali, diventa uno scrigno protettivo e funzionale quando è integrato. È il nostro modo di onorare il passato: plasmare un ricordo d’archivio in una forma fluida e sofisticata, pensata per la vita di oggi.

 

Interventi e protagonisti

Per collegare il restauro al contesto di Chiavari negli anni Settanta, abbiamo invitato Giorgio “Getto” Viarengo a condividere le cronache d’epoca: una testimonianza che restituirà aspetti della città ormai dimenticati o sconosciuti ai più giovani. Anche Giulia racconterà come è arrivata a possedere la borsa. Intorno agli anni ’70, era rappresentante di libri e questa borsa era l’ideale per il campionario. Ci narrerà il rapporto affettivo che l’ha indotta a evitare di abbandonarla scegliendo piuttosto il restauro.