Anche l’opposizione di centrodestra a Sestri Levante interviene su Mediaterraneo Servizi. L’amministrazione comunale riferisce che la società partecipata dal Comune, chiude il bilancio 2025 con un utile di 41.974 euro, indici reddituali e patrimoniali positivi e una posizione debitoria ridotta di oltre 1 milione di euro rispetto a 24 mesi fa.
Ma i consiglieri Marco Conti (Fratelli d’Italia) e Diego Pistacchi (Sestriamo/Forza Italia) replicano: “In tre anni di gestione Solinas, Mediaterraneo è costata ai sestrini il doppio di dieci anni di gestione di “quelli di prima”. Questo è l’amaro conto della serva che nessuno può smentire, al netto della narrazione creativa di un bilancio della principale partecipata del Comune. È un dato di fatto che, ci auguriamo, possa essere ribaltato negli ultimi spiccioli di questa amministrazione, ma che spiega per quale motivo noi che ci siamo candidati con forza per avere un governo alternativo al centrosinistra, ripetiamo che purtroppo ci siamo illusi, come buona parte dei cittadini, che fosse comunque arrivato un po’ di cambiamento. Cambiamento che c’è stato, in effetti, ma in peggio con i civici trasversali. Il conto della serva è semplicissimo e a prova di giri di parole. I dieci anni dell’amministrazione Ghio/Massucco avevano consegnato una partecipata con un buco di 150.000 euro, che il Comune di Sestri Levante ha dovuto ripianare. Negli ultimi due anni (2025 e 2026) il Comune ha dato a Mediaterraneo 100.000 euro l’anno in più. Nel 2024, sempre la pubblica amministrazione, ha pagato di tasca propria servizi e beni che prima erano a carico di Mediaterraneo. Di fatto il “buco” lo ha chiuso prima che venisse generato, ma sempre soldi del Comune, dei cittadini, sono stati usati per far quadrare i conti della partecipata che oggi viene dipinta come un gioiello di buongoverno. Talmente un gioiello che l’amministratore unico che l’avrebbe fatto risplendere è stato sostituito senza che la notizia sia stata accompagnata da un comunicato in cui lo si ringrazia per il lavoro svolto e gli si augurano futuri successi. Un onore delle armi che si rende persino agli allenatori cacciati sull’orlo della retrocessione dopo una stagione disastrosa. Non rimpiangiamo la precedente amministrazione, come centrodestra abbiamo fatto il possibile per sostituirla al governo della città. Rispettare come è giusto che sia l’esito del voto non ci può però esimere dal sottolineare che la chi ha preso le redini di Sestri non abbia certo fatto meglio, anzi. La società si chiama Mediaterraneo servizi e ha tagliato i servizi. Ha pagato meno personale, aumentato le tariffe, eppure ha chiuso in parità solo con una valanga di soldi dei cittadini, elargiti dal Comune prima che si creasse il disavanzo. Nel nostro programma c’era una profonda revisione della società e del sistema che non poteva continuare su questa strada, non certo una semplice continuità con un giroconto anticipato. Presentare questo risultato come un successo, significa prendere in giro chi legge. La domanda è semplice e non ammette risposte divaganti: il sindaco Solinas può negare che sotto la sua gestione sono aumentati di 100.000 i contributi a Mediaterraneo? Cioè che i soldi per far quadrare i conti ce li ha messi prima anziché dopo?”.
Il gruppo di opposizione del centrosinistra Progresso per Sestri/Sestri un passo avanti, sempre sul tema, replica ai gruppi di maggioranza Solinas Sindaco e Sestri per tutti dal mare alle frazioni
Il gruppo di opposizione del centrosinistra Progresso per Sestri/Sestri un passo avanti, sempre sul tema, replica ai gruppi di maggioranza Solinas Sindaco e Sestri per tutti dal mare alle frazioni: “La replica dei gruppi di maggioranza conferma esattamente ciò che abbiamo denunciato: quando non si vuole rispondere nel merito, si cambia argomento. Noi abbiamo posto questioni precise, di competenza dell’attuale Amministrazione. La maggioranza, invece di rispondere, torna alla solita favola: “prima il disastro, oggi il miracolo”. Ma ripetere uno slogan non lo trasforma in verità. Come gruppo consiliare ci piace continuare nella metafora delle favole di Andersen. C’era una volta un Sindaco per il quale le colpe erano sempre di quelli di prima, mentre i meriti erano sempre suoi. Peccato che quei miracoli, così sbandierati, arrivino da un lavoro fatto prima. Molto prima. Perché mentre oggi ci si loda e ci si imbroda, ci si dimentica convenientemente da dove sia arrivato tutto quel lavoro. E soprattutto chi avesse costruito le condizioni perché Mediaterraneo fosse uno strumento vivo, capace di produrre cultura, attrattività e comunità. Allora è giusto fare un passo indietro e tornare al 2022, quando le favole si lasciavano ai bambini e, per i cittadini, parlavano i fatti. Quello è stato l’anno in cui Sestri Levante, insieme a tutto il Tigullio e al suo entroterra, è arrivata finalista per Capitale Italiana della Cultura 2024. Un progetto vero, condiviso con Regione Liguria, Università di Genova, associazioni e territorio. Non uno slogan, ma un percorso che ha unito amministrazioni e comunità. Perché allora Mediaterraneo non “tagliava”: produceva, collaborava ed era un punto di riferimento per la città. Dieci festival, e non qualsiasi: il Premio Andersen, Penisola di Luce, il Riviera International Film Festival, il Premio Bach, I.TA.CÀ, Coramare, MondoVisioni solo per citarne alcuni. Una proposta culturale ampia, riconosciuta, identitaria, che ha sempre raccolto consenso e partecipazione. A Palazzo Fascie Rossi si contavano più di 90 attività tra mostre, incontri, escursioni e conferenze. Quattordici mostre dedicate a numerosi artisti, in particolare a quelli che hanno amato Sestri, lasciando un’impronta importante e uno sguardo internazionale. Cultura accessibile, per tutti: grandi e piccoli. Al MuSel si inauguravano nuovi spazi, si rinnovarono gli allestimenti, si andava avanti con un’idea di museo più moderno, attrattivo e dinamico. Intanto: 130 eventi all’Annunziata, 84 serate al Teatro Conchiglia. Quattro rassegne enogastronomiche, oggi quasi scomparse. Fino ad arrivare al Natale 2022, con il primo Christmas Village. E tutto questo con il supporto di Mediaterraneo. Non una società ferma. Una società che faceva. Una presenza solida e dinamica, capace di seguire e interpretare una città viva e in movimento. Per non parlare del comparto matrimoni: oggi un ricordo lontano, viste le scelte dell’amministrazione Solinas, con aumenti delle tariffe che hanno prodotto una contrazione delle cerimonie e una riduzione dell’indotto per la città. Allora la domanda è semplice — e nella favola del sindaco questo pezzo manca sempre: davvero qualcuno pensa che quel poco che si sta facendo oggi nasca senza le fondamenta costruite ieri? Pochi giorni fa l’Amministrazione ha lanciato il “nuovo” progetto dell’outdoor a Sestri Levante: l’idea del QR code da mettere negli esercizi commerciali. Codice che rimanda al portale turistico realizzato da Mediaterraneo nel 2018 ed alla sentieristica ciclabile e pedonale georeferenziata tramite il progetto Frontit, sempre nel 2018. Neanche le etichette hanno cambiato. C’è poi un dato politico che l’Amministrazione evita accuratamente di mettere in fila. Anche ammesso e non concesso che la gestione precedente abbia prodotto una perdita di circa 150 mila euro nell’arco di dieci anni, oggi il Comune ha aumentato i trasferimenti a Mediaterraneo di circa 100 mila euro all’anno rispetto al passato per la gestione corrente delle attività turistiche e culturali. Tradotto: per raccontare il “risanamento” di una perdita accumulata in un decennio, l’Amministrazione mette oggi sul piatto quasi la stessa cifra ogni anno. Non proprio un miracolo gestionale: semmai un aumento stabile della spesa pubblica. Concludiamo notando una cosa che nei comunicati dell’Amministrazione manca del tutto: il personale. Se Mediaterraneo ha continuato a garantire servizi alla città, il merito non è degli amministratori di turno, ma anche e soprattutto delle lavoratrici e dei lavoratori della società partecipata, che in questi anni hanno svolto il proprio lavoro con serietà e professionalità, spesso in condizioni ambientali estremamente difficili. A loro va il nostro ringraziamento: perché i servizi non li garantiscono i comunicati stampa, ma le persone che ogni giorno lavorano sul campo”.