Cronaca

Lutto nel mondo dello sport per la morte di Alex Zanardi

Se ne va a 59 anni, era molto legato al Levante complice l'amicizia con il campione Vittorio Podestà

Lutto nel mondo dello sport per la morte di Alex Zanardi

Lutto nel mondo dello sport per la morte di Alex Zanardi, 59 anni.

Lutto nel mondo dello sport

La morte dell’ex pilota paralimpico è stata annunciata dalla famiglia. Aveva iniziato giovanissimo a garaggiare in Formula Uno , nel 2001 un grave incidente automobilistico aveva subito l’amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata

La nota della famiglia

È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”.

Il rapporto con il Levante

Zanardi era legato, anche a livello amicale, con Vittorio Podestà (insieme nella foto) campione paralimpico di handbike. I due si erano conosciuti nel 2010.

Vittorio Podestà e Alex Zanardi sono stati due figure centrali della Nazionale italiana di handbike, legati da un rapporto di amicizia sincero nato nel 2010. Insieme, come compagni di squadra, hanno raggiunto traguardi importanti, tra cui la medaglia d’oro nella staffetta alle Paralimpiadi di Rio 2016, sostenendosi e motivandosi continuamente a vicenda. Podestà ha spesso ricordato Zanardi non solo come un partner sportivo, ma anche come una presenza fondamentale dal punto di vista umano, capace di trasmettere entusiasmo e determinazione.

Nel corso degli anni hanno condiviso allenamenti, gare e momenti personali, costruendo un legame basato su stima reciproca e sulla passione comune per il paraciclismo. Dopo il grave incidente che ha coinvolto Zanardi nel 2020, Podestà ha espresso pubblicamente tutta la sua vicinanza, arrivando a dichiarare che senza di lui la partecipazione a Tokyo avrebbe avuto un significato diverso. Lo ha descritto come una fonte continua di insegnamento e ispirazione, sottolineando come la loro intesa, insieme alla forza del gruppo azzurro, abbia contribuito a portare l’Italia ai vertici mondiali della disciplina.

I risultati ottenuti insieme, tra medaglie e record, raccontano solo in parte il valore del loro percorso condiviso, che ha avuto uno dei suoi momenti più alti proprio nel trionfo di Rio. Podestà ha sempre parlato di Zanardi con grande ammirazione, riconoscendone il ruolo decisivo sia come atleta sia come esempio capace di far crescere e promuovere l’intero movimento del paraciclismo.