A Chiavari si riaccende il dibattito sul futuro del verde urbano di Corso Buenos Aires. Al centro della discussione, il progetto annunciato dall’amministrazione per la sostituzione di circa quindici platani con nuovi esemplari di Ginkgo biloba. Sul tema interviene Davide Grillo dell’Associazione Impegno Comune, che insieme a cittadini e associazioni ambientaliste chiede chiarimenti sulle motivazioni dell’intervento e sulle possibili alternative.
Così Davide Grillo
«In queste ore Avanti Chiavari e addirittura i “paladini del verde” di Partecippattiva hanno annunciato la sostituzione di circa quindici platani di Corso Buenos Aires con nuovi esemplari di Ginkgo biloba, presentando l’intervento come una scelta di modernizzazione, razionalizzazione e riduzione dei costi di manutenzione. Ma è giusto porsi alcune domande.
I platani di Corso Buenos Aires non sono semplici alberi: rappresentano da decenni un elemento identitario del viale, ne caratterizzano il paesaggio urbano, garantiscono ombra durante i mesi estivi, assorbono anidride carbonica, filtrano polveri sottili e contribuiscono concretamente a mitigare il caldo e l’inquinamento.
Sostituirli con nuove piante significa perdere immediatamente tutti questi benefici. Anche ammesso che i nuovi Ginkgo biloba attecchiscano correttamente, saranno necessari almeno 15-20 anni prima che possano offrire lo stesso contributo ambientale e paesaggistico. Nel frattempo, Corso Buenos Aires sarà più esposto al sole, meno ombreggiato e con una ridotta capacità di assorbimento della CO₂.
In questi anni viviamo assisitito ad una potatura drastica, definita capitozzatura (taglio netto del tronco o delle branche principali), questa indebolisce gravemente i platani e la maggior parte degli alberi. Dalla documentazione tecnica disponibile, inoltre, non emergerebbe in modo chiaro che gli alberi interessati presentino condizioni tali da rendere inevitabile l’abbattimento. In diversi passaggi si parla piuttosto di una “riqualificazione” complessiva dell’area, elemento che merita ulteriori approfondimenti.
Per questo motivo, insieme a cittadini e associazioni ambientaliste, stiamo esaminando attentamente la situazione per verificare se siano state rispettate tutte le normative e le procedure previste, anche considerando che ci troviamo nel periodo di nidificazione dell’avifauna, fase particolarmente delicata per molte specie protette.
La domanda che poniamo è semplice: sono state valutate tutte le alternative possibili per conciliare sicurezza stradale e tutela del patrimonio arboreo? Negli anni è stata fatta la giusta potatura per mantenere le piante in salute? Migliorare la viabilità e aumentare la sicurezza dei pedoni è certamente condivisibile. Tuttavia, questo obiettivo può e deve essere perseguito cercando, ove possibile, di preservare alberi maturi che costituiscono un patrimonio ambientale, storico e affettivo della città. Prima di abbattere alberi che impiegano decenni per crescere, è doveroso assicurarsi che non esistano soluzioni meno impattanti. Difendere il verde urbano significa difendere la qualità della vita, la salute pubblica e l’identità stessa della nostra città.
Per sabato e domenica prossima stiamo organizzando una raccolta firme per impedire che lo scempio prosegua nel resto della via».