In un piccolo comune di montagna come Santo Stefano d’Aveto, dove il senso di comunità è ancora un valore autentico e profondamente vissuto, celebrare i 170 anni della Banda Musicale non significa soltanto ricordare una lunga storia associativa: significa rendere omaggio a una parte fondamentale dell’identità del paese, a un patrimonio umano e culturale che da generazioni accompagna la vita della comunità.
La Banda, qui, non è soltanto un gruppo musicale: è memoria collettiva, tradizione tramandata, scuola di vita, luogo di incontro e appartenenza. È il suono delle feste, dei momenti solenni, dei ricordi familiari; è il filo invisibile che unisce generazioni diverse e che continua a raccontare il profondo legame tra questo territorio e la musica.
I festeggiamenti
Le celebrazioni per questo importante anniversario hanno registrato un grande successo di partecipazione e coinvolgimento, confermando quanto forte e vivo sia questo legame.
Il programma si è aperto venerdì con l’inaugurazione della mostra fotografica, documentale e strumentale itinerante, un’iniziativa che ha saputo trasformare il paese in un grande racconto diffuso della propria storia musicale. Determinante è stata la straordinaria adesione delle attività commerciali del capoluogo e dei paesini limitrofi, che hanno accolto con entusiasmo il progetto ospitando nelle loro vetrine strumenti antichi, spartiti storici, fotografie e documenti d’archivio. Un gesto semplice ma potente, che ha reso l’intera comunità protagonista di questa celebrazione, facendo uscire la storia della Banda dalle sue sedi tradizionali per portarla tra le persone, nelle strade e nei luoghi del quotidiano.
Domenica mattina, nel raccoglimento del Santuario, la Santa Messa celebrata da Don Emilio Nicolini ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’intero anniversario. Un’occasione per ricordare con gratitudine i bandisti “andati avanti”, coloro che hanno costruito, custodito e tramandato questa realtà nel corso dei decenni, lasciando un’eredità che continua ancora oggi a vivere attraverso le nuove generazioni.
Il culmine delle celebrazioni si è poi svolto nel pomeriggio al Parco degli Alpini, dove un pubblico numeroso e partecipe ha assistito a un concerto che ha saputo unire tecnica, emozione e memoria.
Ad aprire il programma sono stati alcuni allievi della Scuola di Musica, insieme alla Banda: un’immagine simbolica e potente, capace di raccontare meglio di qualsiasi parola il passaggio di testimone tra chi questa storia l’ha costruita e chi avrà il compito di portarla avanti.
Successivamente, i bandisti — affiancati da alcuni ex componenti — hanno proposto un repertorio di grande suggestione con musiche di Ennio Morricone, Ted Huggens e George Gershwin, offrendo al pubblico un viaggio musicale intenso e coinvolgente.
Il momento più emozionante è arrivato nel finale, quando alcuni ex bandisti hanno scelto di tornare a sedersi accanto agli strumenti, alcuni dopo molti anni, accettando con entusiasmo la sfida di “rimettersi in gioco”. Insieme hanno dato vita a un organico complessivo di oltre 34 elementi — originari, abitanti o profondamente legati alla Val d’Aveto — regalando al pubblico un’immagine di straordinaria forza simbolica: quella di una comunità che si ritrova, si riconosce e si celebra attraverso la musica.
Tra il pubblico, molti altri ex bandisti, famiglie, amici, residenti e visitatori hanno condiviso un pomeriggio fatto di note, ricordi, sorrisi, occhi lucidi e abbracci: la dimostrazione più autentica che la Banda, a Santo Stefano d’Aveto, continua a essere molto più di un’istituzione musicale.
Dopo 170 anni, la Banda resta un punto di riferimento culturale, educativo e umano per tutto il territorio. Una presenza viva, capace di custodire la memoria e allo stesso tempo di guardare avanti, continuando a unire persone e generazioni nel linguaggio più universale che esista: quello della musica.
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