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Festival della Valle del Tempo, svelati i primi ospiti: da Guido Tonelli a Silvio Garattini

La rassegna cresce e coinvolge anche Avegno e Recco. Annunciati Maggiani, Veneziani, due masterclass di scrittura creativa e una quarantina di protagonisti tra studiosi, artisti e ricercatori dal 25 settembre al 4 ottobre

Festival della Valle del Tempo, svelati i primi ospiti: da Guido Tonelli a Silvio Garattini

Nel corso dell’anteprima, andata in scena a Palazzo della Meridiana con la relazione dell’esperta internazionale di Storia degli Orologi Marisa Addomine, si è parlato del nuovo festival della Valle del Tempo, che quest’anno coinvolgerà anche i Comuni di Avegno e Recco oltre che Uscio, dove la rassegna è stata fondata. E soprattutto sono stati snocciolati dal direttore artistico, Riccardo Grozio, i nomi dei primi partecipanti (alla fine saranno una quarantina). Presenti anche Giovanni Boitano in rappresentanza della Regione Liguria e Ilaria Bozzo, consigliera delegata di Città Metropolitana in rappresentanza della sindaca Silvia Salis. Per i tre Comuni hanno partecipato il sindaco di Uscio Giuseppe Garbarino, il sindaco di Avegno Franco Canevello e la consigliera di Recco Luisa Capurro.

A inaugurare il Festival, nel pomeriggio del 25 settembre, il fisico dell’Università di Pisa e del Cern, Guido Tonelli, con una lectio magistralis dal titolo “Tempo. Il sogno di uccidere Chronos”. Noto, fra l’altro, per aver contribuito alla scoperta del bosone di Higgs, Guido Tonelli lo scorso anno è stato protagonista al Festival della Scienza dell’evento ufficiale di apertura della prestigiosa manifestazione.

Poi ci saranno Maurizio Maggiani che presenterà a Uscio il nuovo libro “Almanacco dei viventi”. Marcello Veneziani interverrà a Recco e racconterà di “Quando Nietzsche e Marx si davano la mano”; sempre a Recco sarà anche Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Negri, con il libro “Non è mai troppo tardi”. Ancora a Recco sarà allestita la mostra “Il tempo sul muro, l’affascinante storia dei calendari”.

Due le Masterclass di scrittura creativa ad Avegno, al Museo delle Campane, con due docenti e studiose del calibro di Ester Armanino ed Emilia Marasco.

Come spiegato da Grozio, saranno coinvolte sul territorio 11 associazioni che contribuiranno ad animare il festival e a organizzare iniziative collaterali. Di certo si conferma che il Festival della Valle del Tempo si preannuncia un appuntamento che cresce e racconta una visione più ampia: non più solo un evento, ma un progetto culturale diffuso, capace di valorizzare un territorio e la sua identità mettendo il tempo al centro.

La rassegna si svolgerà tra il 25 settembre e il 4 ottobre. Mentre l’8 giugno arriverà la celebrazione dei 120 anni della Colonia Arnaldi. In tutte le occasioni protagonisti saranno studiosi, ricercatori, donne e uomini dello spettacolo, artisti e scrittori.

E sarà facile battere il record stabilito nel 2025 quando erano andati in scena ben 23 appuntamenti in tre giorni, con 33 ospiti. E quando la rassegna è stata seguita in presenza da 3.300 persone che hanno prenotato e seguito poi i vari dibattiti. L’occupazione media della sala è stata del 90%, con metà degli eventi che hanno totalizzato il sold-out.

Quest’anno l’evento, oltre a Uscio, si allarga ai Comuni di Avegno e Recco. Come spiega Riccardo Grozio, direttore artistico del Festival della Valle del Tempo: «Non solo un’estensione geografica, ma un più forte radicamento territoriale che, a partire dalla tradizionale produzione di orologi e di campane, valorizza l’intero comprensorio all’insegna dell’autenticità e della lentezza. Per ritrovare il “tempo perduto”.

Il passaggio da FestivalTempo a Festival della Valle del Tempo racconta una visione più ampia: non più solo un evento, ma un progetto culturale diffuso, capace di valorizzare un territorio e la sua identità mettendo il tempo al centro.

Dopo le prime edizioni che hanno visto protagonista Uscio — paese simbolo della tradizione degli orologi da torre — il Festival coinvolgerà Avegno e Recco. Un’estensione geografica che riflette un radicamento ancora più profondo nella cosiddetta “Valle del Tempo”, un’area unica dove storia, artigianato e cultura si intrecciano da secoli.

Qui il tempo non è solo un tema: è identità. È racconto. È materia viva. Dalla produzione storica di orologi e campane fino ai percorsi naturalistici e alle esperienze culturali, tutto invita a rallentare e a riscoprire una dimensione più autentica dell’esistenza».

In un’epoca dominata dalla velocità e da un eterno presente, il Festival si propone come uno spazio di riflessione e di esperienza. Un invito a fermarsi, osservare e — perché no — ritrovare quel “tempo perduto” di cui abbiamo sempre più bisogno.