Due assoluzioni, tre proscioglimenti e tre condanne a sei mesi con la condizionale. Si chiude così il processo per il crollo della diga del porto di Santa Margherita Ligure avvenuto tra il 28 e il 29 ottobre 2018 a seguito di una violenta mareggiata.
Ad essere prosciolto, fra gli altri, l’ex provveditore delle opere pubbliche della Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta Roberto Ferrazza
La gip, dopo una quindicina di serrate udienze in incidente probatorio in cui si sono confrontati i consulenti di parte sui progetti che hanno interessato la diga crollata ha pronunciato il dispositivo che vede la condanna lieve dei due relatori e del rup del primo progetto. Ad essere prosciolto, fra gli altri, l’ex provveditore delle opere pubbliche della Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta Roberto Ferrazza già a processo per il crollo del ponte Morandi e sotto indagine per una serie di appalti dati in cambio di piccoli regali. L’inchiesta era partita subito dopo il disastro e ha puntato da subito sul primo progetto fatto nei primi anni duemila quando venne previsto di allungare la diga di 80 metri e di farle raggiungere i tre di altezza. Secondo l’accusa e secondo quanto emerso dell’incidente probatorio venne realizzato il muro paraonde privo di armatura, che era crollato a causa dell’urto delle onde. Secondo il pm c’era però una responsabilità di chi in seguito aveva dato il via libera a un secondo progetto di rinforzo a causa della mancata una verifica di sicurezza, ma in questo caso la giudice è arrivata alla conclusione che il secondo progetto era migliorativo ed era stato correttamente eseguito, da cui il proscioglimento fra gli altri del ex provveditore. Tutti gli imputati sono stati assolti dal secondo capo di imputazione, quello di naufragio in quanto secondo quanto emerso le barche erano affondate già prima del crollo del molo.