«Presso la strada fiorivano enormi piante di aloe. Esultavo nel vedere quel rigoglio della terra: che fiabesca serata trascorsi a Sestri Levante. La locanda era vicinissima al mare e una forte risacca la lambiva, nel cielo le nuvole erano di fuoco e sui monti si alternavano i colori più vivi. Gli alberi stessi erano come gigantesche canestre di frutta, colme di grappoli ricchissimi portati dalle viti».
La frase campeggia dai primi anni ’60 su un’incisione nel cemento sul muro della canonica della Basilica di Santa Maria di Nazareth. Il tempo l’aveva resa poco leggibile. Per questo motivo il Comune, in collaborazione con il MuSel, l’ha ripulita e ne ha fatta una versione più leggibile su marmo aggiungendo anche l’inglese oltre all’italiano e al danese
Così scriveva nel 1833 Hans Christian Andersen di Sestri nella sua opera La fiaba della mia vita.
Questo estratto campeggia dai primi anni ’60 su un’incisione nel cemento sul muro della canonica della Basilica di Santa Maria di Nazareth. Il tempo l’aveva resa poco leggibile. Per questo motivo il Comune di Sestri Levante, in collaborazione con il MuSel, l’ha ripulita e ne ha fatta una versione più leggibile su marmo aggiungendo anche l’inglese oltre all’italiano e al danese.
