«Progetto dell’area dell’ex Ospedale di Via Arpe, emerge un quadro caratterizzato da numerosi elementi di criticità»: a Santa Margherita Ligure, dopo la conferenza stampa di questa mattina, ecco le dichiarazioni dell’Osservatorio per la tutela dell’equilibrio della Città.
Le dichiarazioni dell’Osservatorio per la tutela dell’equilibrio della Città
«Questa mattina si è svolta un’affollata conferenza stampa presso la “Tigulliana” di Santa Margherita Ligure, in cui si è discusso del progetto di speculazione edilizia dell’area dell’ex Ospedale di Via Fratelli Arpe.
Il progetto, approvato dalla precedente amministrazione comunale nel maggio del 2024 (17 giorni prima delle elezioni amministrative), con la ferma opposizione dell’attuale maggioranza subentrata alla guida del Comune dopo il responso delle urne, riguarda la demolizione dell’attuale ex nosocomio, lo scavo per la realizzazione di quattro piani di parcheggi interrati, la realizzazione di tre grandi palazzoni, con un aumento di volumetria del 20%, la realizzazione di 92 appartamenti (nessuno dei quali sarà destinato a sammargheritesi) e la costruzione di un auditorium interrato per 600 posti, con gravi problemi per il traffico veicolare, che bloccherebbe per almeno due anni la città, la perdita di almeno 130 parcheggi, con conseguenti danni di carattere turistico ed economico a causa del protrarsi dei lavori.
All’incontro sono intervenuti l’Avv. Prof. Daniele Granara, autore del documentato ricorso al TAR della Liguria, sottoscritto da 50 Cittadini e da due associazioni, il geologo Dott. Gian Paolo Chella e il Dott. Pio Macchiavello, ex magistrato del Tribunale di Genova.
Sia l’Avv. Prof. Granara, sia il Dott. Macchiavello hanno illustrato le nuove osservazioni che saranno prodotte, come motivi aggiuntivi, al ricorso al TAR e all’esposto di ben 51 pagine depositato nei giorni scorsi alla polizia giudiziaria.
Ma ciò che, nel corso dell’assemblea, ha suscitato particolare attenzione sono le osservazioni geologiche, di undici pagine, commissionate dai ricorrenti al TAR e da altri Cittadini, opera del Geologo Dott. Gian Paolo Chella, che sarà presentata nei prossimi giorni sia al TAR di Genova (assieme ai motivi aggiunti), sia protocollata al Comune di Santa Margherita Ligure.
Da questa relazione risulta che “dall’analisi della documentazione progettuale e degli elaborati relativi alle opere provvisionali emerge un quadro caratterizzato da numerosi elementi di criticità sotto il profilo tecnico, geotecnico, idrogeologico ed esecutivo”.
Tali criticità, secondo il geologo Dott. Chella, “appaiono meritevoli di ulteriori e approfondite verifiche progettuali, sia in relazione alla fattibilità tecnica dell’intervento, sia con riguardo alla concreta realizzabilità delle opere previste”.
In particolare, “le soluzioni ipotizzate per gli scavi profondi e per il contenimento del terreno presentano, allo stato attuale, rilevanti margini di incertezza, soprattutto in relazione alle interferenze con gli edifici esistenti, alla gestione della falda e alla compatibilità delle opere di sostegno con il contesto urbano circostante”.
Nel dettaglio, ad esempio, “l’installazione di tiranti in prossimità delle fondazioni degli edifici limitrofi può determinare una modifica delle condizioni di equilibrio del sistema terreno-fondazione”.
Inoltre, sempre secondo la relazione geologica, “le operazioni di perforazione e successiva tesatura dei tiranti possono produrre variazioni locali delle tensioni efficaci nel sottosuolo. Anche cedimenti di modesta entità, in presenza di edifici multipiano, possono generare fessurazioni e danni alle strutture portanti e non strutturali”.
Ulteriori elementi di criticità si evidenzierebbero a causa delle perforazioni e delle iniezioni associate ai tiranti, tali da creare “percorsi preferenziali di filtrazione dell’acqua, modificando le pressioni interstiziali nel sottosuolo”.
Il giudizio del geologo Dott. Chella relativamente all’insieme del progetto presentato è drastico, al punto che “si ritiene indispensabile un sostanziale approfondimento progettuale e tecnico, supportato da verifiche geotecniche, strutturali e idrogeologiche maggiormente dettagliate, al fine di dimostrare l’effettiva compatibilità dell’intervento con il contesto urbano esistente”.
L’assemblea dei presenti ha sollecitato un immediato intervento degli uffici comunali competenti affinché possano essere tutelati i diritti dei Cittadini e l’interesse collettivo messo in discussione dalla realizzazione di tale progetto».