sociale

Inaugurato un nuovo centro in memoria di Gabriella Lella Andraghetti

Il nuovo spazio di ascolto, orientamento e supporto si trova vicino alla stazione di Genova Brignole ed è stato dedicato alla fondatrice e storica presidente del Banco Alimentare, volto noto nel Levante

Inaugurato un nuovo centro in memoria di Gabriella Lella Andraghetti

Un centro di ascolto per intercettare i bisogni e dare risposte concrete: è stato inaugurato ieri, sabato 6 giugno, in via Archimede a Genova, ed è stato dedicato a Gabriella Andraghetti, per tutti, “Lella”, volto noto anche nel nostro Levante ligure, fondatrice e storica presidente del Banco Alimentare, scomparsa l’anno scorso.

Un nuovo spazio di ascolto, orientamento e supporto

Come ha spiegato il Banco Alimentare della Liguria si tratta di

uno spazio di ascolto, orientamento e supporto per le persone più vulnerabili, che va oltre l’aiuto alimentare, situato in via Archimede 43/2, a Genova. Situato nei pressi della stazione di Genova Brignole, è uno spazio polifunzionale che accoglierà figure professionali qualificate, quali assistenti sociali, educatori, psicologi e mediatori interculturali, pronte a guidare i beneficiari verso i servizi sociali del territorio.

Una nuova sfida per il Banco Alimentare, da sempre impegnato nel recupero e nella redistribuzione degli alimenti destinati alle fasce più fragili della popolazione ligure, che si aggiunge alla propria missione tradizionale: un luogo dove le persone potranno essere informate, accompagnate ed orientate verso il sistema dei servizi sociali locali, grazie anche alle competenze e collaborazioni maturate dal Banco Alimentare della Liguria con la rete di 379 Organizzazioni partner territoriali (OpT), tramite cui vengono raggiunte più di 63.000 persone in tutta la Regione”.

In particolare, nel nuovo centro, si potranno trovare operatori sociali qualificati disponibili a rispondere ai diversi bisogni delle persone raggiunte dalla rete di OpT convenzionate con il Banco Alimentare. In tale contesto, sarà possibile conoscere i diversi strumenti utili a rispondere ai bisogni dei richiedenti, offerti sul territorio regionale dagli enti pubblici e dal Terzo settore. Sarà, quindi, possibile informare e orientare i volontari delle OpT e le persone interessate, al fine di prendere in carico i diversi bisogni di chi vive in difficoltà.

Inoltre, nel medesimo locale sarà possibile sviluppare, attraverso la collaborazione con altri enti, l’erogazione diretta di alcuni servizi (come, a titolo esemplificativo, attività di educazione alimentare, di aiuto allo studio per alunni delle scuole secondarie di secondo grado, supporto psicologico), dedicati alle persone e ai nuclei familiari che ricevono un aiuto alimentare dalla rete del Banco Alimentare della Liguria.

Il Centro Gabriella “Lella” Andraghetti si propone anche come luogo aperto e inclusivo, intento a collaborare con realtà del Terzo settore che già operano con competenza in ambiti complementari, anche attraverso la messa a disposizione dei propri spazi per rispondere in maniera ancora più integrata ai bisogni delle persone.

Una persona molto conosciuta anche nel Levante

Una donna molto conosciuta anche nel Tigullio: Il Nuovo Levante aveva avuto modo di conoscere “Lella” grazie alla nostra iniziativa Netweek legata alla letterine di Babbo Natale, con fondi raccolti proprio per il Banco, e da subito ci aveva capito l’umiltà e la disponibilità.

“Lella” aveva avviato l’opera nel 1996, rispondendo alla richiesta di alcuni amici e ispirata dal carisma di don Luigi Giussani. In trent’anni di impegno gratuito e continuo, ha costruito una rete capace di sostenere centinaia di strutture caritative sul territorio. Determinata e riservata, aveva dedicato la vita a far funzionare bene ciò che serviva ai più fragili, senza cercare riconoscimenti.

Nel 2005 aveva promosso la costruzione del magazzino di Genova, simbolo della solidità raggiunta dal Banco, grazie anche al sostegno di donatori pubblici e privati. Chi l’ha conosciuta ricorda il suo senso del dovere, l’attenzione ai dettagli e la convinzione che “il bene va fatto bene”. Per lei, ogni difficoltà era occasione di crescita. “Provvidenza”, la chiamava. Una guida discreta e instancabile, che ha vissuto fino in fondo il motto dell’organizzazione: “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”.