Torna, per il quinto anno consecutivo, la rassegna musicale “Not(t)e sotto le stelle” promossa dall’Associazione culturale “O Castello” odv di Chiavari. Tre serate tra piazza Nostra Signora dell’Orto e l’Arena del Parco di Villa Rocca nel calendario dell’estate chiavarese dedicate alla musica del territorio.
Gli eventi da segnare in agenda: 17 luglio, 21 luglio e il 6 agosto

Si comincia venerdì 17 luglio alle ore 21 nella centralissima piazza Nostra Signora dell’Orto con il concerto dal titolo “Oh Baccicin vattêne a cà…” del Quartetto Vittoria.
“La rassegna di quest’anno si aprirà ‘con il botto’ – anticipa o Governatô do ‘Castello’ Mino Sanguineti – Avremo, infatti, il grande piacere di ospitare nuovamente la voce più autorevole del trallalero di tutta Italia: Laura Parodi”.
Cantante e ricercatrice, da moltissimi anni si dedica a scoprire, studiare e riproporre il repertorio vocale ligure e del nord Italia.
“Ad accompagnarla in questo viaggio alla scoperta di canti e musiche della tradizione delle quattro province liguri – continua Sanguineti – avremo anche Fabio Rinaudo, uno dei più famosi suonatori di cornamusa in Italia con all’attivo più di 3000 concerti anche in Canada; Stefano Buscaglia al piffero e Daniele Scurati alla fisarmonica, entrambi tra le maggiori figure nel panorama musicale della tradizione musicale della nostra regione”.
Il secondo appuntamento si terrà martedì 21 luglio sempre alle ore 21 e sempre in piazza N. S. dell’Orto. Stavolta, Matteo Merli accompagnato dalla Piccola Orchestra Ligure si esibirà in “Stöie”.
“Racconteremo proprio la stöia della canzone genovese e ligure a partire dalle musiche in dialetto di De André – spiega o Governatô – per poi proseguire con altri brani celebri del repertorio locale”.
A fare da “cantastorie”, appunto, sarà la voce di Matteo Merli, classe 1969, artista poliedrico (è anche fumettista e attore) che ha trovato nel soul e nel rhythm & blues le sue tonalità predilette. Ha inciso il suo primo 45 giri a soli 11 anni interpretando canzoni per bambini e, da lì, il suo percorso non si è più fermato. In particolare, ha lavorato molto e con successo insieme a Franca Lai, altra grande voce della canzone dialettale. Con lui, sul palco, le sonorità della chitarra e della suggestiva armonica cromatica di Enrico Testa, molto impegnato nel portare avanti la musica tradizionale; il violino di Alessandro Graziano, docente all’Accademia Musicale di Arenzano, che ha anche un gruppo progressive-rock, ad indicare le sue varie sfaccettature artistiche; Yuri Domenichella che, con le sue mani, riesce ad eseguire dei veri volteggi sulla fisarmonica.
La rassegna si chiude giovedì 6 agosto alle ore 21 con un evento dedicato ai ciù zueni nella suggestiva cornice dell’Arena del Parco di Villa Rocca: “Matsby live” dove ad esibirsi sarà appunto Matsby (al secolo Matteo Martire).
Nato nel 1998 a Genova, ha mosso i primi passi nella musica a 14 anni insieme ai concittadini Alfa e Olly, con cui ha anche collaborato, alternando linguaggi rap, pop e il cantautorato.
Commenta Sanguineti:
“Matsby è un artista da tenere d’occhio. Ha svolto un percorso personale molto importante: dai testi più ‘ribelli’ dell’inizio, che rispecchiano il non sentirsi del tutto compreso dagli altri solo perché non si ha la smania di correre, fare, produrre alle velocità che la società di oggi richiede, è giunto alla filosofia del fuoricorso, come all’università e come il nuovo album in corso di realizzazione. Non si tratta di un elogio della lentezza, ma è la rivendicazione del diritto a rispettare i propri tempi, a conoscersi e ascoltarsi. Un messaggio molto importante per i giovani”.
Oggi Matsby vive tra il capoluogo ligure e quello lombardo, dove ha trovato maggiori possibilità di esprimersi. Al suo fianco sul palco ci saranno Samuele Tassinari alla batteria e Simone Panero alla chitarra.
“Ringrazio il Comune di Chiavari per il patrocino concesso anche quest’anno alle nostre manifestazioni e tutti i soci che ci hanno seguiti con assiduità durante tutto l’inverno – conclude o Governatô Mino Sanguineti-. All’interno della Consulta Ligure, che pure ha contribuito con il patrocinio, ci auguriamo che O Castello continui a fare presa soprattutto sui giovani, par far loro comprendere l’importanza della cultura e delle tradizioni, elementi fondamentali per evitare lo stato di omologazione, quasi di ‘standardizzazione’ sempre più diffuso, senza tralasciare la fondamentale esperienza dei più grandi”.