Cronaca

Troppo rumore in piazza Fenice, il Tribunale dà ragione al Comune di Chiavari

Una prima sentenza dava ragione a due cittadini del posto, oggi in appello esulta Palazzo Bianco

Troppo rumore in piazza Fenice, il Tribunale dà ragione al Comune di Chiavari

Troppo rumore in piazza Fenice, il Tribunale di Genova dà ragione al Comune di Chiavari. Oggi, giovedì 9 luglio, il Tribunale di Genova ha ribaltato una prima sentenza che dava ragione a due cittadini chiavaresi.

Una prima sentenza dava ragione a due cittadini del posto, oggi la sentenza di appello sorride a Palazzo Bianco

Palazzo Bianco doveva risarcire due residenti. Così si era espresso lo scorso 9 gennaio il giudice della Terza Sezione Civile del Tribunale di Genova Alberto La Mantia, nella sentenza 52/2025 per la causa n. 8157/2021 promossa da  Pierluigi Molinari  e  Annie Vos, difesi dagli avvocati del foro di Como Andrea Marcinkiewicz  e  Giovanni Murgia. Il Comune è stato invece seguito dal legale  Alberto Lombardo.
Dal processo, avviato dal 2021, venivano dimostrate tre “fonti disturbanti” provenienti da piazza Fenice: i dehors dei locali, tra cui in particolare un bar con musica dal vivo; le manifestazioni organizzate nel periodo estivo dal Comune; la presenza della pista di pattinaggio su ghiaccio nel periodo invernale. La coppia aveva agito lamentandosi di queste tre fonti di disturbo ed il tribunale riconosceva che il clima acustico superava i limiti della normale tollerabilità ma anche quelli di accettabilità previsti dalle normative.
Rumori dimostrati durante l’arco di un anno  Con il prosieguo della causa, il giudice aveva anche nominato un ingegnere per verificare la tollerabilità delle immissioni acustiche, riscontrando, in ogni situazione presa in esame dall’abitazione, una media di rumore di circa 20 decibel oltre i limiti. Negli anni, ascoltati anche come testimoni, decine di residenti di piazza Fenice che confermavano il disturbo della pubblica quiete.
Palazzo Bianco era stato condannato a corrispondere ai due coniugi la somma di 18.431,36 euro (oltre agli interessi) a titolo del risarcimento del danno patrimoniale, dato che la coppia aveva dovito sostenere un costo per l’installazione di finestre con vetri speciali insonorizzati per ridurre il rumore proveniente dalla piazza. E in più 12mila euro (più interessi) per il danno non patrimoniale. A queste somme si aggiungevano infine le spese legali. Ma come detto il Comune ha vinto in appello. Scontato che la vicenda finirà in Cassazione.