A Camogli riparte il sogno della tonnarella: due locali e un grande progetto
Del progetto complessivo fa parte anche la parte più sociale legata all’occupazione e l’innovazione sociale, finanziati da EaSi
Camogli ·
16/07/2026 alle 08:12
La notizia arriva a sorpresa ed è di quelle novità che possono davvero fare sperare in un rilancio, anzi una rinascita, della pesca a Camogli e il recupero della tonnarella. Ieri Paolo Silvetri (nella foto), l’imprenditore che con alcuni pescatori storici della cooperativa come Ettore Gambazza, ha lanciato il progetto, ha acquistato ed entrato in possesso di due locali in via del Porto: al civico 14 ci sarà il negozio in cui si commercializzeranno prima di tutto le acciughe sotto sale, e al 42 dove verrà allestito il laboratorio in cui si lavorerà il pesce.
«Ovviamente la novità è stata comunicata al sindaco Giovanni Anelli, oltre che ai vecchi pescatori di Camogli. Siamo partiti e dopo aver lanciati l’idea e poi il progetto di rilancio, che coinvolgerà anche una parte più sociale dedicata all’attivazione di percorsi per persone con fragilità, adesso siamo davvero a Camogli e iniziano a lavorare», dice Silvestri. Che poi aggiunge:
«Mi piacerebbe far capire che siamo nel momento dello sviluppo dei prodotti e stiamo lavorando a quattro mani con professionisti e esperti di mare per avere le basi solide. Noi iniziamo con la lavorazione delle acciughe sotto sale, ovviamente dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni sanitarie che servono. Ma avere i locali ed averli scelti a due passi dal porto e praticamente dove negli anni Cinquanta del secolo scorso di confezionavano già le cassette e le “arbanelle”, è un bel punto di partenza».
Non uno spazio urbano qualunque, in ogni caso. Le acciughe che si lavoreranno nella rinnovata cooperativa saranno quelle pescate nel mare davanti a Camogli e verranno inizialmente lavorare sotto sale. Poi si prevedono altre lavorazioni e produzioni di nicchia, che comprenderanno anche il tonno.
Del progetto complessivo fa parte anche la parte più sociale legata all’occupazione e l’innovazione sociale, finanziati da EaSi, misura che promuove l’occupazione sostenibile e di qualità, garantire adeguata protezione sociale, combattere l’emarginazione e la povertà e migliorare le condizioni di lavoro. In poche parole, si punta a una rinascita di quella che è l’antica tradizione della pesca del tonno a Camogli, un unico a livello mondiale che ha ottenuto non a caso il titolo, aggiungendo all’elemento economico e ovviamente commerciale (perché il pesce si pesca e si vende) quello sociale.
«La riapertura della tonnara di Camogli non nasce da una semplice iniziativa legata alla pesca. Non è un’operazione nostalgica. Non solo un rilancio commerciale.
L’idea è trasformare la tonnara di Camogli in un presidio territoriale capace di unire tradizione marinara, impresa, educazione ambientale, turismo responsabile e azioni a valenza riparativa – aggiunge Silvestri, che sta portando avanti il progetto con Pexto e il marchio Cooperativa Pescatori di Camogli – per l’aspetto sociale abbiamo anche un nome: “Seconda Rotta, la tonnarella Sociale di Camogli”. Si punta a trasformare il mondo della pesca tradizionale in un percorso di responsabilizzazione connesso ad attività a valenza riparativa, con particolare attenzione per le persone con fragilità. Il mare, in questa visione, diventa una scuola naturale di responsabilità. Le reti, le corde, gli strumenti, la cura degli spazi, il rapporto con gli anziani pescatori e il lavoro di squadra possono diventare strumenti educativi veri».