Tempo libero

A Camogli va in scena “La Terra degli Ulivi” di e con Pino Petruzzelli

Sabato 25 luglio, alle 21:15, nella Chiesa Millenaria di Ruta

A Camogli va in scena “La Terra degli Ulivi” di e con Pino Petruzzelli

Sabato 25 luglio, alle 21:15, a Camogli, nella Chiesa Millenaria di Ruta, Pino Petruzzelli porta in scena “La Terra degli Ulivi”, di cui è autore e protagonista.

Lo spettacolo a Camogli

 

Lo spettacolo, voluto e organizzato dall’Amministrazione di Camogli (ingresso libero), è un tributo alla comunità contadina che ha saputo trasformare terreni avari in terrazzamenti generosi credendo nella sacralità del territorio.

Il rispetto per il Pianeta. Per chi fatica duramente – eroe moderno ma senza tempo – costruendo muretti a secco. Trasformando, ogni giorno, un terreno “avaro” in uno generoso. Credendo nella sacralità del territorio. 

Questo il messaggio dello spettacolo “La Terra degli Ulivi”, di e con Pino Petruzzelli, in programma a Camogli sabato 25 luglio, alle 21.15, alla Chiesa Millenaria di Ruta con ingresso libero. 

Come gli scorsi anni per “Liguria delle Arti” e “Storie di uomini e di vini”, rappresentati da Petruzzelli nell’Oratorio dei Santi Prospero e Caterina, prosegue la sinergia tra l’Amministrazione comunale e l’attore e regista, fondatore con Paola Piacentini del Teatro Ipotesi.

Nel panorama del teatro di narrazione italiano “La Terra degli Ulivi” ha il suo tratto distintivo nella scelta dello strumento tecnico che non è semplice racconto: richiama le radici, convoca avi sulla scena – luogo di testimonianza e di trasmissione intergenerazionale – e restituisce dignità a un mondo contadino oggi evocato spesso solo come immagine folklorica. Lo sviluppo narrativo nasce da un’attività di ascolto sul campo (interviste e incontri tra gli uliveti della Liguria, della Puglia (la regione natale di Pino Petruzzelli) e di tutta Italia.

La dichiarazione di Pino Petruzzelli

“La Terra degli Ulivi” racconta la storia di una famiglia che ha provato a trasformare boschi in terreni coltivabili, terrazzamenti abbandonati in uliveti. Una trasformazione avvenuta grazie a persone che hanno saputo andare in direzione ostinata e contraria lavorando per il bene di una natura di cui anche l’uomo è parte e per il bene delle generazioni di domani. Persone che «attraverso un lavoro meraviglioso ma duro e faticoso permettono a tutti noi di godere una quotidianità in cui Palato, Salute e Bellezza del Paesaggio sono parti fondamentali della vita . Abbiamo bisogno di loro. Abbiamo bisogno di contadini, di chi è stato capace di creare futuro attingendo alle proprie radici. Abbiamo bisogno di ringraziare chi crede nella civiltà dell’ulivo come simbolo di rinascita e di pace».

Il protagonista, volutamente anonimo, è un uomo che soffre la fame, la migrazione interna, la durezza del lavoro nei campi, ma che ha la determinazione e l’energia di portare avanti i propri sogni. Una vicenda individuale che assume la valenza di memoria collettiva. 

La dichiarazione del consigliere delegato alla cultura, Paolo Terrile

«E’ con orgoglio che, come Amministrazione comunale, desideriamo che l’appuntamento con l’Arte di Pino Petruzzelli diventi un appuntamento continuativo e qualificante la programmazione culturale di Camogli. Sono personalmente grato a quanti, in questi anni, hanno creato i presupposti perché, delle sue interpretazioni, così legate al nostro territorio e alla nostra gente di Liguria, potessero goderne cittadini e ospiti». Aggiunge: «Dopo il racconto del vino in occasione del lancio di “Marea” lo scorso anno, sabato 25 luglio prossimo l’incantevole giardino della Chiesa Millenaria di Ruta e, a tale proposito, un saluto pieno di gratitudine lo rivolgo al parroco, don Davide Casanova, che con entusiasmo lo ha reso disponibile, sarà lo sfondo a un racconto sull’olio e sui suoi produttori, come al solito pieno di passione, colori, voci, suoni, sapori trasmessi dall’autore con la sua grande capacità interpretativa». E chiude: «E’ mio auspicio sia il più alto possibile il numero di persone che parteciperanno all’evento realizzato anche grazie all’impegno degli Uffici Cultura e Lavori pubblici del Comune che sempre si adoperano per concretizzare i progetti pensati dagli Amministratori».

 

«Il transistor è importante, anzi, importantissimo. Ma quando vi accorgerete che i transistor non si mangiano, allora tornerete ad occuparvi con rispetto della terra. Così mi disse un anziano saggio della tribù dei Pueblo quando andammo a realizzare un documentario nelle riserve indiane del New Mexico. A distanza di anni questa frase mi è tornata alla mente e ho deciso, da appassionato ricercatore di geografie umane, di Camminare l’Italia alla ricerca di persone splendide capaci, oggi, di rispettare e vivere un territorio che è vita. Un viaggio nella Terra degli Ulivi. L’ulivo ci racconta il sapore della terra che lo produce, ma anche la nostra Storia e le nostre Radici. Così ho dialogato con l’Italia che non cede al superfluo che rende superflua la vita».

Al centro della performance c’è il rapporto tra l’uomo e la terra, non come relazione amorosa ma come patto di sopravvivenza. L’ulivo, pianta millenaria, tenace, simbolo della forza e della sfida alle avversità, è, a sua volta, protagonista della drammaturgia. È il simbolo di chi ha saputo curare e coltivare terreni aspri e scoscesi, divenuti, grazie alla sua opera, sontuose terrazze da consegnare alla posterità. In questo senso “La Terra degli Ulivi” è anche un atto civico: un tributo a una comunità che ha edificato il suo futuro non con le parole ma con le mani. Uno spettacolo che unisce palco e platea in un viaggio nella cultura di chi ha sempre creduto nel territorio come fonte di vita.

«L’uomo non è uno spettatore passivo di questo Pianeta, ma una parte attiva che, attraverso il lavoro, può cambiare tutto in peggio ma anche in meglio, la scelta è nostra», dice Petruzzelli.