Il consigliere comunale di Rapallo Andrea Carannante (Libera Rapallo/Unione Popolare) interviene sul piano da 200mila euro annunciato dal Comune per la manutenzione di strade, marciapiedi e altri spazi pubblici, giudicando le risorse stanziate insufficienti rispetto alle necessità della città.
“Il Comune di Rapallo annuncia un piano da 200.000 euro per interventi di ripristino di marciapiedi, strade e altre opere di manutenzione. Un intervento che, considerata la situazione in cui versa la città, appare però del tutto insufficiente.
Parliamo di un Comune con un bilancio di circa 50 milioni di euro. Eppure, per affrontare seriamente il problema del degrado e della manutenzione del patrimonio urbano, servirebbero risorse ben più consistenti: almeno un paio di milioni di euro, non 200.000.
Basti pensare che per alcuni rappezzi effettuati in Piazza Cavour sono stati spesi circa 60.000 euro. È quindi evidente che con 200.000 euro si potranno realizzare interventi estremamente limitati rispetto alle reali necessità della città.
La domanda è semplice: come può un Comune con un bilancio di 50 milioni di euro non riuscire a destinare risorse adeguate alla manutenzione ordinaria e al decoro urbano?
Rapallo assomiglia sempre più a una famiglia ricca che gestisce il proprio patrimonio nel peggiore dei modi: le risorse ci sono, ma i risultati non si vedono.
Strade deteriorate, marciapiedi in condizioni precarie, segnaletica orizzontale quasi inesistente e una generale situazione di trascuratezza sono sotto gli occhi di residenti e turisti.
Il problema non è soltanto quanto si spende, ma come si scelgono le priorità e come si amministrano le risorse pubbliche.
Questa amministrazione è ormai arrivata al capolinea politico. Rapallo ha bisogno di un cambio di passo e di una gestione diversa, capace di mettere al centro manutenzione, decoro, sicurezza e qualità della vita.
200.000 euro non possono essere presentati come la soluzione ai problemi di una città che avrebbe bisogno di un vero piano straordinario di manutenzione. Sono semplicemente un cerotto su una situazione che richiede ben altro”.