la polemica

Recco, polemica sulla rassegna estiva: l’opposizione critica i 132mila euro di costi

Forza Italia e Impegno per Recco sotto l'attacco della spesa organizzativa e chiedono il rispetto della rotazione per la direzione artistica

Recco, polemica sulla rassegna estiva: l’opposizione critica i 132mila euro di costi

Prospettive differenti accendono il dibattito amministrativo a Recco sul bilancio degli eventi estivi, per i quali l’impegno economico complessivo sfiora i 132mila euro, cifra calcolata considerando la base di 120 mila euro oltre IVA. A sollevare perplessità sulla gestione dei fondi pubblici sono i gruppi consiliari di opposizione Forza Italia Recco con Leonardo Baldineti,   per Impegno per Recco Dario Capurro e  Niccolò Fumagalli, che pur confermando il valore turistico e promozionale delle manifestazioni per il tessuto economico cittadino, chiedono una riflessione sull’efficienza della spesa e sul rispetto del principio di rotazione degli incarichi:

«Non siamo contrari agli eventi, ma è necessario interrogarsi sull’efficienza della spesa e sul principio di rotazione dell’incarico al direttore artistico».

La polemica

Analizzando il dettaglio delle singole voci di costo, i rappresentanti di minoranza evidenziano come a fronte di 69mila euro destinati direttamente agli ingaggi degli artisti per gli spettacoli, ben 51mila euro vengano assorbiti dalla macchina organizzativa e logistica, a cui si aggiungono 15mila euro per la direzione artistica. Entrando nello specifico dei capitoli di spesa, figurano 27mila euro per l’allestimento tecnico, 20mila euro per la gestione e movimentazione delle sedie lungo le quattro serate della rassegna e 4mila euro dedicati a grafica e stampa.

Come dichiarano Baldineti, Capurro e Fumagalli:

«Facciamo parlare i numeri. Su 120mila euro, 69mila vanno agli spettacoli e 51mila alla macchina organizzativa. Significa che oltre il 42% dell’importo viene assorbito da costi di gestione, logistica e organizzazione, ai quali va aggiunta la direzione artistica. È una proporzione che riteniamo tutt’altro che irrilevante».

I tre consiglieri ribadiscono la propria posizione sottolineando che

«è proprio su queste voci che riteniamo necessario interrogarsi: non siamo contrari a spendere per la qualità degli eventi, ma riteniamo necessario valutare con attenzione l’efficienza e la proporzionalità dei costi della macchina organizzativa».

Un ulteriore nodo cruciale riguarda l’assegnazione della direzione artistica, confermata anche per quest’anno alla medesima figura professionale dopo diversi anni di incarico. L’opposizione chiarisce come l’osservazione non intenda mettere in discussione la professionalità del direttore artistico, bensì l’applicazione concreta delle norme:

«Anche qui il tema non è personale e non riguarda la professionalità di chi viene incaricato. Il tema è il principio di rotazione previsto dal Codice dei contratti pubblici e, in particolare, la sua applicazione all’incarico di direttore artistico. La rotazione non dovrebbe ridursi a un mero adempimento formale, ma deve avere una funzione concreta: favorire l’apertura del mercato, la concorrenza e l’alternanza delle professionalità».

Gli esponenti di minoranza avvertono poi che

«se per anni ritroviamo la stessa figura alla direzione artistica, è inevitabile che si ponga una questione giuridica sull’effettiva sostanza della rotazione e, conseguentemente, sulla legittimità dell’affidamento. Sarà quindi necessario valutare se, nel caso concreto, siano state rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa e adeguatamente motivate le ragioni dell’affidamento».

In conclusione, i gruppi d’opposizione riassumono così la propria battaglia d’indirizzo politico:

«Ribadiamo con chiarezza: non siamo contro gli eventi estivi. Siamo per eventi di qualità, ma anche per una gestione di qualità dei soldi pubblici. 132 mila euro complessivi sono una cifra importante per Recco e riteniamo che ogni voce di spesa debba essere valutata con la stessa attenzione con cui si valuta la qualità dello spettacolo offerto ai cittadini».