il caso

Trasporto pubblico in Val Fontanabuona: i sindaci contro i tagli alla Linea 715 e le scelte calate dall’alto

Il servizio rischia un pesante ridimensionamento o uno stravolgimento operativo per compensare i problemi della rete urbana genovese

Trasporto pubblico in Val Fontanabuona: i sindaci contro i tagli alla Linea 715 e le scelte calate dall’alto

I sindaci dell’Area Interna Val Fontanabuona – in rappresentanza dei comuni di Cicagna, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lorsica, Moconesi, Neirone, Orero, San Colombano Certenoli e Tribogna – compattano il fronte istituzionale e intervengono duramente sul futuro del Trasporto Pubblico Locale. Attraverso una nota diffusa dal primo cittadino di Cicagna, Marco Limoncini, i vertici amministrativi della vallata denunciano il rifiuto da parte della Città Metropolitana di Genova di rinviare la riunione convocata il 20 agosto, un vertice secondo i sindaci fissato in pieno periodo feriale senza garantire un reale confronto preventivo con gli enti locali.

Al centro dello scontro c’è la gestione della Linea 715, il cui servizio rischia un pesante ridimensionamento o uno stravolgimento operativo per compensare i problemi della rete urbana genovese.

La gestione della Linea 715 al centro dello scontro

Nei giorni scorsi abbiamo formalmente chiesto a Città Metropolitana di Genova di rinviare e riprogrammare la riunione convocata in pieno periodo feriale (il 20 agosto), probabilmente per non avere troppa partecipazione e consentire un reale confronto preventivo sul futuro dei servizi di trasporto nel nostro territorio – scrive Limoncini – Purtroppo, con nota pervenuta il 17 agosto, la Città Metropolitana ha confermato l’indisponibilità a concedere il rinvio richiesto, limitandosi a prevedere l’invio posticipato di slide e bozze di futuri nuovi orari.
Ma ci rendiamo conto? Non ci sarà un confronto preventivo ma ci proporranno, solo dopo l’incontro, ai presenti a brevi mano, agli assenti con una email, la documentazione che richiamerà i tagli da loro programmati senza confronto.

In risposta come Sindaci abbiamo inviato oggi una risposta fermissima a Città Metropolitana e per conoscenza anche a Regione Liguria in considerazione del fatto che sta mettendo risorse per il ripiano del debito di AMT.
Con la nota ribadiamo che non è accettabile che decisioni relative a tagli e riorganizzazioni operative siano conosciute dai Comuni e dai territori solo a cose fatte, calate dall’alto, senza un dialogo preventivo con gli Enti Locali e le comunità che vivono le valli ogni giorno.

I punti chiave della nostra contestazione sono la Specificità del servizio extraurbano (Linea 715): La Linea 715 deve rimanere extraurbana, non può essere stravolta o snaturata per assorbire i problemi del traffico urbano di Genova. Saturare i posti con l’utenza cittadina significa condannare gli utenti dell’entroterra a restare a terra. Già oggi lavoratori, studenti e anziani affrontano disservizi quotidiani inaccettabili, corse che saltano senza preavviso con utenti che rimangono alle fermate per oltre un’ora in attesa della corsa successiva, con la speranza sia confermata.

Si chiede anche Equità nell’uso delle risorse pubbliche: Se la Regione Liguria è intervenuta con stanziamenti straordinari, deve essere evidente che in parte queste risorse servano anche a garantire l’efficienza dei servizi nell’entroterra, storicamente da questo punto di vista penalizzato.

Sulla nota di Città Metropolitana si fa poi riferimento a futuri maggiori costi che dovranno essere ripartiti anche con i nostri Comuni.

È inaccettabile ipotizzare un riparto dei costi aggiuntivi a carico dei piccoli Comuni a fronte di riduzioni delle corse. I nostri Comuni hanno sempre pagato le quote con puntualità, su un servizio costruito negli anni con condivisione, pertanto abbiamo ribadito, a Città Metropolitana e Azienda AMT, che se non verranno garantiti servizi adeguati per raggiungere posti di lavoro, scuole e ospedali, i nostri Comuni non solo non potranno riconoscere alcun maggiore onere ma altresì saranno costretti a sospendere anche i versamenti delle attuali rate trimestrali già previste.

Si parla tanto di coesione sociale delle Aree Interne, il TPL non può essere visto e analizzato come un semplice costo di bilancio aziendale da tagliare, deve essere visto come il pilastro fondamentale che permette alle nostre comunità di sopravvivere, crescere e non spopolarsi.

Come Sindaci e rappresentanti dei nostri territori riteniamo indispensabile che venga concesso alle amministrazioni e alle parti il tempo e la sede per un reale tavolo di concertazione e confronto costruttivo, prima che i piani di riorganizzazione definitivi vengano approvati.

Continueremo uniti a difendere con fermezza il diritto alla mobilità e alla dignità della Val Fontanabuona e delle sue famiglie. piani di riorganizzazione”.