Eventi estivi a Recco, tema alla ribalta negli ultimi giorni nel comune in questione del comprensorio del Golfo Paradiso: a dire la sua ora è il gruppo consiliare di opposizione “Finalmente Recco”, tramite le parole dei consiglieri comunali Andrea Brunelli e Sergio Siri.
Il punto del gruppo “Finalmente Recco”
«Abbiamo letto con interesse la nota stampa diffusa l’altro ieri dagli altri due gruppi di opposizione, relativa ai costi e alla gestione degli eventi estivi di Recco. Da anni ribadiamo concetti analoghi, che ci sono sempre sembrati semplici e condivisibili, ma per molto tempo abbiamo avuto la sensazione di essere gli unici a sostenerli, venendo spesso etichettati dalla maggioranza, in maniera del tutto errata, come “anti-eventi” o “anti-turismo”.
Già lo scorso luglio il Partito Democratico di Recco, con cui manteniamo un confronto e un’analisi costanti, aveva pubblicato un intervento sullo stesso tema, dopo aver approfondito insieme le spese previste per gli eventi del 2026. Oggi apprendiamo con piacere che anche altre forze politiche, alcune delle quali in passato sono state vicine a questa organizzazione, riconoscono che l’attuale programmazione estiva di Recco, nata durante i due mandati di Gandolfo, possa – come tutto – essere migliorata.
I quattro eventi in calendario sono stati molto partecipati e questo non può che essere un dato positivo per la nostra città. Tuttavia, a nostro avviso, questa organizzazione presenta due limiti importanti, che abbiamo evidenziato da sempre.
Il primo riguarda gli elevati costi di gestione, compresi quelli aggiuntivi legati alla direzione artistica, al service e ad altri aspetti organizzativi.
Il secondo, e forse ancora più importante, riguarda la calendarizzazione: quattro serate concentrate in poco più di dieci giorni. Quest’anno l’ultimo evento si è svolto l’11 agosto e ci sembra quasi un ossimoro che, in una città che vuole definirsi turistica, il calendario degli eventi estivi possa considerarsi concluso ancora prima di Ferragosto.
Da sempre sosteniamo che, proprio per rafforzare la vocazione turistica di Recco, sia necessario ampliare e allungare la stagione, immaginandola da giugno a settembre e costruendo un unico calendario estivo capace di raccogliere e valorizzare tutta l’offerta della città: dagli eventi di punta a quelli più piccoli, che già esistono ma che troppo spesso vengono comunicati poco o addirittura soltanto all’ultimo momento.
Per farlo serve una programmazione attiva e condivisa con le associazioni del territorio, da avviare già in primavera, così da arrivare per tempo a un calendario unico e articolato, capace di offrire musica, spettacoli, iniziative culturali e sagre lungo tutta la stagione estiva.
Le opportunità, del resto, non mancano. Basti pensare agli eventi organizzati dal CIV e da ASCOM, alla storica serata “Note in blu” dedicata all’autismo, alle numerose iniziative promosse dalle associazioni del territorio e, non ultima, alla rassegna di cinema itinerante per la città, giunta alla sua terza stagione.
Quattro grandi eventi molto partecipati possono certamente contribuire a promuovere il nome di Recco e rappresentare un richiamo turistico importante. Ma crediamo che una città che vuole davvero investire sul turismo debba costruire qualcosa di più: una programmazione distribuita nel tempo, coordinata, comunicata con anticipo e capace di valorizzare tutto ciò che Recco già offre.
Non siamo, e non siamo mai stati, contro gli eventi. Siamo per eventi migliori, più sostenibili nei costi, più distribuiti nel calendario e soprattutto inseriti in una strategia turistica complessiva, capace di rendere Recco viva e attrattiva non soltanto per quattro sere, ma per tutta l’estate».