Regione Liguria, Natale e D’Angelo (PD): «Bucci si piega a Rixi e a Vannacci. Deriva a destra scelta precisa e pericolosa. La Liguria diventa il laboratorio del Piano B di Meloni».
Il punto dei consiglieri regionali del Partito Democratico Davide Natale e Simone D’Angelo
«Nella giornata in cui Bucci china il capo davanti alle richieste di Rixi, trascinando la Liguria nel pantano della sgangherata autonomia differenziata di Calderoli, riesce nell’impresa di piegarsi anche davanti al generale Vannacci, che da oggi (ieri, ndr) entra a far parte della sua maggioranza»
dichiarano Davide Natale e Simone D’Angelo (nella foto), consiglieri regionali del Partito Democratico in Liguria.
«È la certificazione dello spostamento sempre più a destra della coalizione di Bucci, con Campora pronto a portare i civici sul prato di Pontida e Medusei che porta Vannacci al governo della Liguria. La foglia di fico del civismo era caduta già da tempo. Al suo posto, oggi, trova sempre più spazio una destra radicale. In una regione già in grande difficoltà, con la sanità al collasso e le infrastrutture bloccate, questa deriva non può non preoccupare. In una maggioranza già raccogliticcia trovano da oggi spazio e legittimità idee che riportano indietro le lancette della storia, fino ad arrivare a parlare, nel 2026, di classi speciali per i bambini con disabilità. È il segno di una cultura di fondo che separa invece di includere, che divide invece di garantire diritti e pari opportunità, che alimenta le paure e fa dell’esclusione uno strumento politico. La Liguria rischia oggi di diventare il laboratorio del Piano B di Meloni: il luogo in cui sperimentare la “stampella” Vannacci, dentro una coalizione di destra sempre più radicale, mentre i problemi reali dei liguri restano irrisolti. Su tutto questo il silenzio di Bucci è incredibilmente assordante. Dica ai liguri se questa è la sua maggioranza, se questa è la sua direzione politica e se questo è il modello di Liguria che vuole costruire. Per noi non ci sono ambiguità: questa deriva è una scelta politica precisa e pericolosa – concludono -. E non ci tireremo indietro dal combatterla».