Uscio

Adesso le api resistono e vanno al Tar

A seguito dell'ordinanza emessa, il Comune di Uscio si costituisce in giudizio

Adesso le api resistono e vanno al Tar

Abbiamo già scritto dell’ordinanza emessa dal sindaco di Uscio Giuseppe Garbarino in merito all’apiario presente nel terreno ai margini della strada comunale via Carlo Arnaldi.

A seguito dell’ordinanza emessa, il Comune di Uscio si costituisce in giudizio

Ordinanza inviata ai proprietari dell’apiario e del terreno, che ne prevedeva lo sgombero immediato. Il provvedimento era stato assunto anche a seguito della relazione del nucleo di Cicagna della Regione Carabinieri Forestale Liguria. Le motivazioni vanno ricercate nell’anomala concentrazione di api operaie presso le pertinenze esterne e specchi d’acqua privati. Da quest’anno, infatti, a poche decine di metri dall’apiario, è stata realizzata una piscina. I tentativi di mitigazione prescritti e messi in atto dalla ditta allevatrice, vedi abbeveratoi artificiali, non avevano sortito l’effetto sperato. Come ogni ordinanza che si rispetti la stessa si chiudeva con la consueta fase di rito: è ammesso ricorso al Tar entro 60 giorni. E il ricorso da parte dello studio degli avvocati Giulia Fiore e Filippo Traviglia dello Studio Legale Fabrique di Torino è puntualmente arrivato. I legali chiamano in causa il Comune di Uscio, il Comando Carabinieri Forestale di Cicagna ed il Ministero della Difesa per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia e l’adozione di misure cautelari in merito all’ordinanza emessa. Conseguentemente il Comune ha affidato allo studio legale BG&A con sede in Genova la resistenza in giudizio presso il Tar. Spetta ora al tribunale amministrativo l’ultima parola.