Un viaggio dentro le mura del carcere, con l’obiettivo di raccontare quanto l’ascolto della musica, in quegli spazi, non sia una concessione, ma un’opportunità. Questo il tema de “Il cielo in una stanza”, il documentario girato all’interno della Casa di Reclusione di Chiavari (Genova) con la partecipazione di Sayf in dialogo con i detenuti della struttura.
Scritto dal giornalista e autore Claudio Cabona e diretto dal regista Yuri Dellacasa, il documentario sarà disponibile sul canale YouTube dell’artista a partire da mercoledì 7 ottobre. A impreziosire l’opera, un tributo speciale a Gino Paoli, autore di uno dei brani simbolo della musica italiana, che dà il titolo al documentario, tracciando il filo conduttore dell’intero racconto. Un’anticipazione della cover de “Il cielo in una stanza” è stata offerta da Sayf durante l’ultima edizione del Santissima Fest al Porto Antico di Genova. Il brano torna anche nel finale del documentario, quando Sayf ne offre una personale interpretazione, accompagnato dalla tromba, in un momento carico di emozione che chiude il racconto nel segno di un omaggio a uno dei grandi classici della musica italiana.

Il progetto
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, e si inserisce nell’ambito delle attività dell’associazione “Il Cuore di Federico”.
Sebbene l’accesso alla musica negli istituti penitenziari non sia sempre immediato, agevole e scontato, il carcere di Chiavari promuove da tempo laboratori volti alla promozione della musica anche come forma di terapia e di arricchimento culturale. A uno di questi laboratori ha preso parte Sayf, che nel documentario riflette con i detenuti sul concetto di libertà, ascolta i loro brani rap e porta le loro parole oltre le sbarre, “liberandole”.
In un contesto come quello carcerario, la musica può diventare uno strumento capace di far riflettere sul proprio vissuto, creare empatia, far viaggiare la mente e costruire connessioni con gli altri. È proprio a partire da questa riflessione che “Il cielo in una stanza” offre uno sguardo profondo sulla vita detentiva, dimostrando come l’ascolto e la pratica musicale non rappresentino un mero svago, ma un potente strumento educativo e riabilitativo.
Attraverso dialoghi, letture, scambi di rime e di riflessioni, l’incontro tra Sayf e i detenuti prende forma in modo spontaneo, senza filtri: la musica diventa un terreno d’intesa reale, capace di superare le barriere della reclusione e restituire voce a ciascuna storia.
“Il cielo in una stanza” è scritto da Claudio Cabona e diretto da Yuri Dellacasa. Hanno lavorato al documentario: Paolo Fossati, direttore della fotografia; Pietro Mari, line producer; Matteo Parolini, presa diretta e sound design; Artjon Shahaj, 1AC; Claudia Frizzera, fotografa; Davide Vitola, editor; Andrea Sabatelli, color; Omar Yakine Frungillo, graphic designer; Lorenzo Bettagno, Alessandra Amenta, mgmt Sayf; Elena Donato e Chiara Tasso, comunicazione; Rec Distrikt, rental.

Sayf
Sayf nasce a Genova nel 1999 da una famiglia italo-tunisina. Inizia presto a rappare, scrivere canzoni e suonare la tromba. Dopo anni di gavetta e due mixtape, comincia ad affermarsi nella scena genovese. Tra il 2023 e 2024 le uscite si moltiplicano e il suo nome inizia ad attirare attenzione anche oltre i confini liguri, portandolo a collaborare con artisti emergenti come Helmi, Ele A, 22simba. Nel 2025 pubblica il suo primo EP, “Se Dio Vuole”, che segna l’inizio di una rapida crescita, tra live sold out, hit da classifica e la nascita del suo Santissima Fest a Genova. Le performance live diventano il suo marchio di fabbrica, caratterizzate dalla qualità altissima portata sul palco insieme alla sua band.
La cura di ogni dettaglio trasforma il suo repertorio in un’esperienza unica dal vivo, com’è successo durante lo speciale live al JAZZMI a novembre 2025, in cui ha portato sul palco speciali arrangiamenti jazz dei suoi brani, realizzati ad hoc per l’occasione.
La cifra stilistica di Sayf è caratterizzata da diversi elementi: una versatilità fuori dal comune, l’abile mix tra il rap e il cantautorato, le melodie e le barre, i racconti di strada e quelli d’amore, le sonorità sudamericane e le influenze arabe, la tradizione musicale genovese e l’urban contemporaneo. Il 2025 lo vede protagonista dell’estate con ben 3 brani: “Sto bene al mare” di Marco Mengoni insieme a Sayf e Rkomi, “Figli dei palazzi” feat Néza e “Una can”, il suo singolo da solista. Sempre nel 2025 viene scelto da Spotify per “RADAR 2025”, il programma dedicato agli artisti emergenti da tenere d’occhio e da Vevo Global per “DSCVR Artists to Watch 2026”.
A febbraio 2026 Sayf è stato tra i protagonisti della 76ª edizione del Festival di Sanremo con il brano “TU MI PIACI TANTO”, classificatosi al secondo posto e già certificato platino. L’8 maggio 2026 è uscito il suo primo album ufficiale, intitolato “SANTISSIMO”, certificato disco d’Oro, che l’artista ha presentato live durante il tour estivo con cui ha attraversato i principali festival italiani. Tra le date più significative del tour, quella del 18 luglio al Porto Antico di Genova per il Santissima Fest, che tornerà con la terza edizione anche il 16 luglio 2027.
Dal 14 ottobre sarà protagonista di una tournée nei club che attraverserà le città di Venaria Reale (Torino, 14 ottobre SOLD OUT), Padova (17 ottobre), Milano (21 ottobre SOLD OUT e 22 ottobre) e Roma (27 ottobre SOLD OUT).

Claudio Cabona
Giornalista professionista specializzato in musica, oggi fa parte della redazione di Rockol e collabora con il Secolo XIX. Oltre ad aver curato diversi videoclip, è autore e ideatore del docufilm “La nuova scuola genovese”, che mette a confronto il grande cantautorato ligure con il rap contemporaneo. Il progetto è visibile su Prime Video. Per Mondadori, insieme a Paola Zukar, ha pubblicato “Testi espliciti” sul tema della censura nella musica; per Rizzoli, insieme a Marracash, ha pubblicato “Qualcosa in cui credere – La mia trilogia”.

Yuri Dellacasa
Yuri Dellacasa è un regista e visual storyteller italiano con base a Milano, attivo tra documentario, advertising e narrazioni visive contemporanee. Nato nel 1995 nel centro storico di Genova, sviluppa fin da giovane un forte interesse per l’immagine e il racconto, concentrandosi sul rapporto tra persone, cultura e identità. Il suo lavoro unisce una forte sensibilità visiva a un approccio intimo e autentico, esplorando spesso musica, sottoculture e dinamiche sociali attraverso storie emotivamente radicate nella realtà.
Nel 2022 co-dirige La Nuova Scuola Genovese, documentario lungometraggio che costruisce un ponte tra cantautorato e rap all’interno della scena musicale genovese, mettendo in dialogo la storica tradizione dei cantautori con una nuova generazione di artisti. Il film viene distribuito nelle sale cinematografiche italiane, segnando una tappa importante nel suo percorso professionale.
Parallelamente al lavoro documentaristico, Yuri dirige branded content e campagne pubblicitarie, con una particolare attenzione alla chiarezza narrativa, all’identità visiva e alla costruzione cinematografica delle immagini.
