Santa in Giallo propone uno degli appuntamenti più significativi della sua edizione 2026 riportando a Santa Margherita Ligure, dopo oltre dieci anni, il Premio Internazionale “Golfo del Tigullio”: un riconoscimento che nel corso dei decenni è stato assegnato ad alcuni dei nomi più importanti del giornalismo italiano, ma anche a protagonisti della cultura, dello spettacolo, delle istituzioni e della società civile. A riceverlo venerdì 25 settembre sarà Umberto Brindani, uno dei più conosciuti direttori della stampa periodica italiana. L’appuntamento è fissato alle ore 21 all’Anfiteatro Umberto Bindi, nell’ambito del programma di Santa in Giallo. A dialogare con Brindani sarà Marco Delpino, giornalista, editore, fondatore della Tigulliana e protagonista, nel corso dei decenni, della storia dello stesso Premio Internazionale “Golfo del Tigullio”.
Il rapporto fra Brindani e Santa in Giallo
Il rapporto fra Brindani e Santa in Giallo nasce però prima di tutto dalla letteratura. Con il noir Senza lasciare traccia, pubblicato da Piemme, il giornalista e scrittore è stato selezionato fra i quindici semifinalisti del concorso dedicato ai romanzi editi. Il libro non è poi entrato nella cinquina finale, ma ha convinto la direzione artistica del festival per una caratteristica particolare: la capacità di trasferire nel romanzo giallo strumenti, ritmo, metodo di osservazione e tecnica maturati in una lunga carriera giornalistica. È questa la motivazione alla base del Premio speciale del direttore artistico di Santa in Giallo, che sarà consegnato a Brindani al termine dell’incontro: un riconoscimento alla capacità di unire due forme diverse di indagine, quella del giornalista chiamato a ricostruire i fatti e quella dello scrittore che costruisce attraverso la narrativa un’inchiesta, una tensione e una ricerca della verità.
Brindani, nato a Busseto nel 1958 e laureato in Filosofia all’Università di Bologna, ha attraversato oltre quarant’anni di giornalismo italiano. Dopo le prime collaborazioni con Il Mulino e la Gazzetta di Parma, nel 1984 ha frequentato l’Istituto per la formazione al giornalismo di Milano ed è stato assunto dal mensile economico Espansione. Nel 1986 ha partecipato alla nascita di ItaliaOggi, per poi approdare a Panorama, dove è rimasto per diciassette anni arrivando prima alla vicedirezione e successivamente alla condirezione.nNel 2004 è stato chiamato a dirigere Gente. In seguito ha guidato Chi e TV Sorrisi e Canzoni, prima di passare al gruppo RCS. Dal 2010 al gennaio 2022 è stato per dodici anni direttore del settimanale Oggi, uno dei periodici più importanti e longevi dell’editoria italiana. Nel febbraio 2023 è tornato alla direzione di Gente, testata che aveva già guidato quasi vent’anni prima. Parallelamente all’attività giornalistica ha sviluppato quella di scrittore: dopo Elogio dell’uomo perbene sono arrivati Suicidio imperfetto e quindi Senza lasciare traccia.
Il Premio Internazionale “Golfo del Tigullio”
Il Premio Internazionale “Golfo del Tigullio”, nato per iniziativa dell’associazione culturale Tigulliana, ha infatti riunito nel proprio albo nel corso degli anni figure appartenenti a mondi diversi, accomunate dal peso avuto nella vita culturale, giornalistica e civile italiana.
Fra i premiati figurano Indro Montanelli, Enzo Biagi, Nanda Pivano, Alda Merini, Aldo Cazzullo, Antonio Caprarica, Piero Angela, Alberto Angela, Piero Ottone, Federico Rampini, Mario Luzi, Maurizio Molinari, Marcello Sorgi, Antonio Padellaro, Gianni Letta, Marco Travaglio, Mario Giordano, Mario Cervi, Peter Gomez, Arrigo Petacco, Marina Como, Alberto Guareschi, Carlotta Guareschi, Amedeo Minghi, Giancarlo Caselli, Giovanni Rana, Aldo Giuffrè, Mauro Mazza, Fabrizio Del Noce, Mario Capanna, don Andrea Gallo, Guido Bertolaso, Gianfranco Funari, Piero Chiambretti, Roberto Bolle, Carlo Rambaldi, Romano Battaglia, Bruno Lauzi, Dori Ghezzi, Marco Tarquinio, Maurizio Belpietro, Lele Luzzati, Moni Ovadia, Fabio Fazio, Mariangela Melato, Riccardo Muti, Nicola Abbagnano, Massimo Dapporto, Maurizio Lastrico, Gigi Bacialli, Gigi Moncalvo, Cesare Lanza, Arrigo Levi, Ardito Desio ed Elena Bono.
Un albo che dà la misura del riconoscimento e rende particolarmente significativo il suo ritorno a Santa Margherita Ligure dopo una pausa di oltre dieci anni. Il suo rilancio all’interno di Santa in Giallo crea inoltre un collegamento naturale fra giornalismo e narrativa investigativa, due mondi che partono da linguaggi differenti ma condividono la ricerca dei fatti, dei dettagli e delle verità nascoste.