Mercoledì 30 settembre il Teatro Sociale di Camogli celebra il 150° anniversario della sua inaugurazione. Fu infatti quello stesso giorno del 1876 in cui, sul palco del teatro, progettato dagli architetti Salvatore Bruno, si tenne la prima opera: l’Ernani di Giuseppe Verdi.
Un anniversario importante
Un anniversario importante, voluto dal presidente della Fondazione Teatro Sociale Maurizio Castagna e dal sovrintendente Giuseppe Acquaviva, che hanno scelto di dedicare l’iniziativa a quel primo, decisivo giorno della storia di una delle più importanti istituzioni culturali della Liguria: “Quel 30 settembre… storia di una rinascita”.
Alle 17.30, sul palco del Sociale si alterneranno tre autorevoli esponenti della cultura ligure: Farida Simonetti, Silvio Ferrari e Roberto Iovino. Un incontro pensato per ripercorrere la lunga vicenda del teatro, inaugurato proprio il 30 settembre 1876 e nato come simbolo della borghesia mercantile camoglina (60 famiglie, i cosiddetti palchettisti) quella che aveva costruito la propria fortuna sul mare, quando Camogli era conosciuta come “la città dei mille bianchi velieri”.
Nella serata del 30 settembre, alle ore 21, il Teatro festeggerà il suo anniversario con il capolavoro barocco “Gloria” di Antonio Vivaldi, per soli, coro e orchestra. Sul palco Barbara Bargnesi, soprano, Giulia Amoretti, mezzosoprano, Giulio Magnanini, direttore, con l’ orchestra e il coro del Teatro Carlo Felice di Genova.
Il progetto dell’architetto Salvatore Bruno, già autore del Teatro Modena di Sampierdarena, diede vita a un classico teatro all’italiana. La pianta a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi, loggione. Una struttura elegante, interamente in legno, che negli anni ’30 richiese interventi radicali di adeguamento. Fu allora che nacquero le barcacce, i palchi di proscenio, la fossa orchestrale e la galleria intorno alla platea, lavori conclusi con una nuova inaugurazione il 30 novembre 1933.
Il Sociale visse stagioni di grande attività, soprattutto durante la guerra, dopo la distruzione del Teatro Carlo Felice, e la chiusura delle altre sale genovesi, garantì la continuità degli spettacoli. Poi cominciò un lento declino, fino alla chiusura. La svolta arrivò nel 2002 con la nascita della Fondazione Teatro Sociale, voluta dai palchettisti – discendenti delle famiglie fondatrici – insieme alle istituzioni pubbliche (l’allora Provincia di Genova, il Comune di Camogli e il Comune di Recco) e all’Associazione “100 famiglie”. Il teatro ritornò alla piena funzionalità e fu restituito al territorio come luogo vivo di cultura il 23 dicembre 2016, quando si tenne la nuova inaugurazione.
I commenti
Giuseppe Acquaviva, Sovrintendente della Fondazione Teatro Sociale:
«Quest’anniversario arriva in un momento particolarmente importane per il Teatro Sociale che si appresta a vivere una nuova stagione, dopo aver chiuso una fase di grande lavoro e di grandi soddisfazioni. Il bilancio dell’ultimo anno ha celebrato con i fatti quella volontà che ebbero i fondatori un secolo e mezzo fa, quando vinsero la scommessa di portare la cultura a Camogli. Per noi è importante aver creato anche una produzione artistica. Oggi questo è uno dei pochi Teatri dove l’attività non si ferma mai, per 12 mesi su 12».
Maurizio Castagna, presidente della Fondazione Teatro Sociale pone l’accento sulla continuità e il senso di comunità che si è creato attorno alla Fondazione:
«Al di là dei bilanci risanati e del grande livello artistico che riusciamo ad esprimere, sentiamo forte e corrisposto il legame con la Città di Camogli. Il sostengo che ci viene dato è forte. Ringraziamo i Camogliesi, l’amministrazione di Camogli, i volontari che lavorano con passione, e che sono una grande risorsa, gli sponsor e tutte le istituzioni che contribuiscono a proseguire il cammino dopo 150 anni».