Anatomia Patologica della Asl 4, quale futuro? Grido di allarme lanciato da più parti per un rischio declassamento.
Ghio (PD): «No al declassamento della struttura della ASL 4 e all’indebolimento della rete sanitaria sui territori»
«La bozza del nuovo Piano organizzativo aziendale di ATS Liguria introduce una riorganizzazione dell’Anatomia patologica che desta forte preoccupazione, soprattutto per le conseguenze sui servizi sanitari territoriali a partire dalla struttura della ASL 4 con sede storica nell’ospedale di Sestri Levante. Il piano prospetta un progressivo accorpamento delle attuali strutture, riducendo da cinque a due le Strutture complesse di Anatomia patologica di ATSL e concentrando le relative direzioni. Per il Tigullio questo significa intervenire sulla Struttura complessa dell’ospedale di Sestri Levante, che rischia di perdere la propria autonomia organizzativa e di essere ricondotta a una Struttura semplice nell’ambito della nuova organizzazione. Lo stesso accadrebbe alla Struttura complessa di Anatomia patologica della Spezia, che verrebbe declassata e accorpata alla struttura di Genova, insieme a Sestri Levante. Non stiamo parlando di un servizio marginale. L’Anatomia patologica svolge attività fondamentali per la diagnosi delle patologie, con esami istologici, citologici e caratterizzazione biologica dei tumori. Proprio per questo il tema non può essere affrontato come una semplice riorganizzazione sulla carta – dichiara la deputata PD Valentina Ghio, intervenendo sull’ipotesi di riorganizzazione della rete regionale delle Anatomie patologiche -. Quando si declassa una Struttura complessa e si concentra la direzione a diversi chilometri di distanza, è legittimo chiedersi quale sarà il futuro concreto del servizio, quale sarà l’organico, quali competenze resteranno a Sestri Levante, quali saranno i tempi di risposta e quale sarà il livello di autonomia garantito ai professionisti. Il rischio è che, dietro una riorganizzazione amministrativa, si produca nel tempo un indebolimento reale delle strutture periferiche. E questo sarebbe particolarmente grave in un ambito come quello dell’Anatomia patologica, che rappresenta un passaggio essenziale nel percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti, a partire da quelli oncologici, in un periodo storico che vede un incremento delle patologie tumorali e una maggiore complessità di analisi. Non possiamo ignorare, inoltre, che la sede di Sestri Levante arriva a questo passaggio dopo anni nei quali si è progressivamente ridotto l’organico medico e si sono registrate difficoltà nella copertura del personale. Infatti, risultano attualmente operativi 3 medici e 3 tecnici di laboratorio, a fronte di una pianta organica di 5 medici e 7 tecnici. Invece di consolidare una struttura con professionalità di eccellenza, competenze e un’attività fondamentale per tutto il nostro territorio, si procede nella direzione opposta, privandola di ulteriore autonomia. La questione riguarda tutta la Liguria. Anche nel Ponente, infatti, la bozza prevede accorpamenti che coinvolgono l’Anatomia patologica dell’ospedale San Paolo di Savona e quella dell’area imperiese. Con la sanità pubblica del Tigullio purtroppo siamo alle solite: il territorio ha conosciuto negli ultimi anni diversi processi di ridimensionamento sanitario, anche se alcuni sono stati sventati come il tentativo di accorpare la riabilitazione a inizio estate. Ci sembra inaccettabile che anche un servizio così strategico venga progressivamente indebolito. La sanità pubblica ha bisogno di investimenti e sostegno, capace di valorizzare le competenze presenti nei territori e di garantire ai cittadini servizi di qualità senza costringerli a spostarsi sempre più lontano».
PD Tigullio: «No al declassamento, il territorio non può continuare a vedere depotenziati i servizi»
«Siamo fortemente preoccupati dall’ipotesi contenuta nella riorganizzazione di ATS Liguria che prevede il declassamento dell’Anatomia patologica dell’ospedale di Sestri Levante da Struttura complessa a Struttura semplice, nell’ambito dell’accorpamento con Genova – affermano Antonio Bertani, segretario PD Tigullio e Laura Bacchella, responsabile Sanità PD Tigullio -. Quella di Sestri Levante non è una struttura marginale. L’Anatomia patologica è un passaggio essenziale del percorso diagnostico e terapeutico e la complessità della diagnosi oncologica richiede oggi analisi sempre più accurate, rapide e tempestive. Dalla corretta e veloce identificazione delle caratteristiche di un tumore dipendono infatti anche la prognosi e la possibilità di individuare il trattamento più appropriato. In questo contesto, invece di rafforzare i servizi e le professionalità presenti sul territorio, si sceglie di ridurne il livello organizzativo. È una scelta che ci preoccupa perché il declassamento rischia di tradursi, nel tempo, in una minore capacità di risposta e in una progressiva perdita di autonomia. Sestri Levante arriva a questo passaggio, inoltre, dopo anni di difficoltà sul fronte del personale. Oggi risultano operativi 3 medici e 3 tecnici di laboratorio, a fronte di una pianta organica di 5 medici e 7 tecnici. La priorità dovrebbe essere colmare queste carenze e consolidare il servizio, non ridurne ulteriormente il peso organizzativo. Ancora una volta emerge una visione della sanità che va nella direzione opposta a quella di cui avrebbe bisogno il nostro territorio. Una sanità efficace ha bisogno di una rete territoriale forte, fatta di servizi vicini ai cittadini, personale numericamente adeguato e strutture capaci di lavorare in maniera integrata. La giunta Bucci e l’assessore Nicolò, invece, stanno smantellando questa rete a colpi di accetta e a farne le spese, ancora una volta, rischia di essere il Tigullio e i suoi abitanti. Chiediamo quindi a Regione e ATS di chiarire quali saranno le conseguenze concrete della riorganizzazione per l’Anatomia patologica di Sestri Levante e di garantire personale, continuità delle attività, tempi di risposta adeguati e piena valorizzazione delle competenze. Il Tigullio ha già pagato troppo spesso il prezzo delle scelte di ridimensionamento della sanità regionale. Non possiamo accettare che anche un servizio qualificato e fondamentale come l’Anatomia patologica venga indebolito. La sanità pubblica del nostro territorio va difesa e rafforzata».